La ventenne era stata uccisa a coltellate dall'ex fidanzato a Cologno Monzese nel 2023. Familiari vittima: "Per giustizia è assassino modello"

Non ci sarà processo d’appello per l’omicidio di Sofia Castelli, la 20enne uccisa a coltellate nel sonno nella sua casa di Cologno Monzese (Milano) il 30 luglio 2023: la condanna a 24 anni per l’ex fidanzato Zakaria Atqaoui diventa così definitivaVainer Burani, difensore del 23enne, ha deciso di non impugnare la sentenza di primo grado, emessa il 12 aprile scorso dalla Corte d’Assise di Monza presieduta da Carlo Ottone De Marchi, che nel condannare Atqaoui a 24 anni aveva riconosciuto le attenuanti generiche equivalenti sulle contestate aggravanti, respingendo la richiesta del pubblico ministero Emma Gambardella che ne aveva chiesto l’ergastolo. “Gli anni di reclusione che dovrà scontare sono tanti ma è una decisione che lascia comunque perplessi per una evidente premeditazione riconosciuta, futili motivi e l’uso del mezzo insidioso che non si possono ritenere equivalenti alle attenuanti generiche”, commenta l’avvocato della famiglia Castelli, Gabriele Maria Vitiello.

Familiari Castelli: “Per la giustizia Atqaoui è assassino modello”

Sofia Castelli non avrà giustizia. A quanto pare per la legge italiana siamo di fronte ad un ‘assassino modello’ e per questo è stato premiato con la pena massima di 24 anni di reclusione, ma se continua ad essere ‘collaborativo’ potrebbero anche diventare 18 o 19. Se le attenuanti sono sempre diverse e talvolta creative, vedi attenuante covid nel caso di Lorena Quaranta, le motivazioni che spingono i carnefici al cosiddetto femminicidio sono sempre le stesse senza alcuna differenza: mancanza di possesso e potere sulla donna”. Questo l’amaro sfogo affidato ai social di Alezandra Zurria, zia di Sofia Castelli, dopo la notizia. 

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