Case a un euro, è boom per l’iniziativa che rilancia i borghi

Case a un euro, è boom per l’iniziativa che rilancia i borghi
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A Gangi (Palermo) è stato dato il benvenuto ai nuovi proprietari con una cerimonia. Il sindaco: “Nuovi proprietari parte della famiglia”

È partita da Salemi, piccolo borgo in provincia di Trapani, e si è poi estesa al resto d’Italia, l’iniziativa delle ‘case a un euro’. Come a Gangi, in provincia di Palermo, dove solo qualche giorno fa con una cerimonia è stato dato il benvenuto ai nuovi proprietari: 50 persone, stranieri arrivati da Argentina, Germania, Belgio, ma anche tanti italiani che hanno risposto al bando. “Chi ha preso casa a Gangi – ha commentato il sindaco Giuseppe Ferrarello – è un cittadino a tutti gli effetti, fa parte della famiglia“.

Centottanta case con una nuova vita

Nel 2009, anno in cui Ferrarello fece il primo censimento delle case abbandonate, le ‘pagliarole’ nel centro storico di Gangi disabitate erano 580. Storicamente, in quelle case, a monte del paese, vivevano le persone, distanti dalle stalle che invece erano a valle. Oggi sono 180 quelle che già hanno una ‘nuova vita’, ottenuta con l’iniziativa delle ‘case a 1 euro’. E, tra i primi a ‘donare’ la propria casa al Comune, c’è stato proprio Ferrarello, insieme con altre 16 persone. “Le persone erano andate a vivere tutte a valle dove storicamente vi erano le stalle, oppure erano emigrate dopo la Seconda guerra mondiale – racconta a LaPresse – Eppure io ero convinto che Gangi avesse delle potenzialità culturali e turistiche che andavano valorizzate”.

La storia di Gangi

Ma come è venuta l’idea a Ferrarello? Nelle ‘carte’ degli archivi comunali, il sindaco si imbatte in alcune lettere di cittadini che ‘offrivano’ la propria casa al Comune “a patto che venissero distrutte e che al loro posto sorgessero parcheggi, perché l’idea era di parcheggiare l’auto sotto casa”. Ma non era una immensa area di sosta quella che Ferrarello aveva in mente. “Ho avviato un censimento, nel 2009, delle case abbandonate: erano 580”, dice. A ognuno dei proprietari il sindaco invia una lettera: “Chiedevo il mandato a ‘regalare’ le loro case al Comune“. Diffidenza, sfottò. La richiesta non stava avendo grandi riscontri. Fino al 2011 quando l’iniziativa decolla dopo che un ingegnere di Caltanissetta si innamora di Gangi e decide di comprare casa lì. Dopo, nel 2014, è arrivato il riconoscimento di ‘Borgo più bello d’Italia’ ad accendere i riflettori su Gangi. “Da quel momento abbiamo avuto un boom che ha innescato anche un circolo virtuoso“, sottolinea il sindaco: “Per le ristrutturazioni delle case, i nuovi proprietari che arrivano da tutto il mondo si avvalgono della manodopera locale“.

La mappa dei Comuni da Nord a Sud

In Italia l’iniziativa delle case a 1 euro si è estesa negli anni. Secondo una mappa aggiornata all’aprile di quest’anno, di Idealista, sono 12 i piccoli Comuni in Italia dove sono attivi i progetti di ‘case a 1 euro’, Mussomeli, Piazza Armerina, Cammarata e Troina in Sicilia, Pratola Peligna in Abruzzo, Sant’Elia a Pianisi in Molise, Biccari alle porte di Foggia, Chiaromonte in Basilicata, Zungoli in Irpinia, Fabbriche di Vergemoli nella Garfagnana, Cinque Frondi in provincia di Reggio Calabria, Nulvi e Ollolai in Sardegna. Un elenco certamente non esaustivo perché l’iniziativa si ripete di borgo in borgo. Ma come funziona il progetto delle case a 1 euro? Il proprietario dell’immobile cede l’abitazione al Comune, che successivamente decide di venderlo a un prezzo simbolico di 1 euro. Una volta acquistato l’immobile, va però considerato che esistono anche degli altri costi: spese di notaio, di ristrutturazione, di arredamento. Certo, resta che la casa è stata pagata 1 euro e non le cifre astronomiche di norma chieste nelle città.

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