Aveva ricevuto da Mattarella la più alta onorificenza, la Medaglia d'oro al valor civile

Aveva sposato la sua fidanzata, Miriana Tavormina, lo scorso 17 luglio in ospedale. C’è sui social una foto di loro due, sorridenti, le mani con la fede. Meno di dieci giorni dopo il ‘Sì’, Luca Scatà – l’agente che il 23 dicembre 2016 fermò e uccise in Piazza I Maggio a Sesto San Giovanni (Mi) Anis Amri, il responsabile dell’attentato di Berlino – è morto a 35 anni in seguito a una lunga malattia. “Un passo tu, un passo io. Cammineremo così, insieme“, aveva scritto Tavormina, postando le foto del matrimonio celebrato in corsia.
L’attentato e la sparatoria
L’attentato ai mercatini di Natale del 19 dicembre 2016 a Berlino aveva provocato la morte di 12 persone tra cui una ragazza italiana, Fabrizia Di Lorenzo: i terroristi si erano lanciati sulla folla con un tir rubato, e in seguito all’attacco Amri era fuggito scatenando una caccia all’uomo in tutta Europa. Quattro giorni dopo, la notte del 23 dicembre 2016, gli agenti Luca Scatà e Cristian Movio del Commissariato di Sesto San Giovanni avevano fermato un uomo poco distante dalla locale stazione ferroviaria per un controllo: la sua risposta era però stata quella di estrarre una pistola, una calibro 22 di fabbricazione tedesca, dallo zaino che aveva con sé. Quell’uomo era proprio Amri, arrivato in treno dalla Francia. Gli agenti si erano dunque ritrovati coinvolti in una sparatoria con il terrorista e, rispondendo al fuoco di Amri, lo hanno ucciso. Scatà aveva 27 anni ed era appena arrivato nel Commissariato di Sesto San Giovanni. Movio, che di anni ne aveva 36, era invece rimasto ferito a una spalla, in maniera lieve. Nell’aprile 2017 Scatà e Movio, nel frattempo trasferiti per motivi di sicurezza in altre località, sono stati insigniti dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella con la più alta onorificenza, la medaglia d’oro al Valor civile, alla festa per il 165esimo anno della fondazione della Polizia di Stato.
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