La famiglia della vittima dopo le assoluzioni: "La verità emerga"

Assolti per non aver commesso il fatto. Dopo 23 anni, l’assassino di Serena Mollicone non ha ancora un nome. I giudici della corte d’Assise d’Appello di Roma hanno letto il dispositivo con cui i componenti della famiglia Mottola, accusati a vario titolo del delitto, sono stati assolti per la seconda volta. Assolti anche i carabinieri Francesco Suprano e Vincenzo Quatrale. Un’altra assoluzione dunque, quella incassata dall’allora comandante della stazione dei carabinieri di Arce, Franco Mottola, dalla moglie Annamaria e dal figlio Marco. La procura generale aveva sollecitato 24 anni di carcere per l’ex maresciallo, 22 per Marco come pure per Annamaria. “A nome di tutti i famigliari ho il diritto dovere di fare in modo che la verità emerga per Serena perché mi sembra non sia ancora emersa – è stato il primo commento dello zio di Serena, Antonio Mollicone – Noi ci proveremo fino in fondo a che si persegua. Una società che non persegue verità e giustizia non ha senso che esista”. “Mio padre era un tipo riservato, l’ho fatto conoscere a tutti mettendolo in risalto così senza concludere nulla”, è stato invece lo sfogo di Maria Tuzi, figlia del carabiniere che aveva testimoniato sulla presenza di Serena Mollicone all’interno della caserma dei Carabinieri, poi suicidatosi. “Consideri che a Cassino abbiamo circa 50 udienze, a Roma più di venti – spiega invece Mauro Marsella uno degli avvocati della famiglia Mottola – La vicenda processuale è stata scandagliata nei minimi dettagli e i signori Mottola sono innocenti e la giustizia ce lo conferma per la seconda volta”. Marco Mottola, uno degli accusati, insieme al padre Franco se la prende invece con la stampa: “Avete causato voi questo incubo, voi accusate prima della sentenza – grida ai giornalisti fuori dall’aula- Non voglio generalizzare ma molti di voi non hanno raccontato ma accusato”. “La pace con tutto quello che ci hanno fatto passare. non c’è- rincara il padre, anche lui imputato. “Sono soddisfattissimo è stato premiato il lavoro della giustizia – è stato il commento dell’avvocato Francesco Germani – La giustizia italiana a due caratteristica: è lenta ma arriva”.

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