Terremoto centro Italia, Amatrice e Accumuli ricordano le vittime del sisma

Terremoto centro Italia, Amatrice e Accumuli ricordano le vittime del sisma

Il vescovo Pompili: "Non vogliamo morire di aiuti ma vivere di risorse". Mattarella: "Ricostruzione incompiuta"

Il 24 agosto di quattro anni fa, alle 3:36 del mattino, una scossa di terremoto di magnitudo 6 sconvolse quattro regioni del centro Italia uccidendo 299 persone e facendo oltre 380 feriti e più di quarantamila sfollati. Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto furono distrutte dal sisma e a quasi 1500 giorni dalla tragedia la rinascita appare ancora lontana.

Oggi le commemorazioni in memoria delle vittime iniziate nella notte con la veglia nella notte. Alle undici la messa nel campo sportivo celebrata dal vescovo di Rieti, Monsignor Domenico Pompili, che davanti a 600 persone ha denuncia le gravi condizioni in cui versano le popolazioni terremotate e "la lentezza non più sostenibile della ricostruzione".

Anche il post-terremoto però, riflette il vescovo, "può segnare uno spartiacque per il nostro Paese. Un passaggio, appunto, tra una vecchia idea di ricostruzione e una nuova idea di rigenerazione". Perché, spiega, "la ricostruzione non basta se non si cura la qualità dei legami interpersonali, piuttosto che inseguire ciascuno gli interessi propri. Di sicuro, per tutto il Centro Italia l’investimento edilizio potrebbe rivelarsi una leva potente, ma a essere privilegiata dovrà essere la relazione e non la speculazione, la fiducia e non il sospetto, se si vuole davvero rinascere". 

"Dalle terre mutate dal terremoto, dunque, può venire qualcosa di buono. A condizione che non si abbassi lo sguardo. È tempo di rialzare gli occhi, senza sudditanza e senza arroganza. Non vogliamo morire di aiuti. Vogliamo semmai vivere di risorse", ha detto Pompili. 

Presenti anche il governatore della regione Lazio, Nicola Zingaretti, il capo della protezione Civili, Angelo Borrelli, il commissario straordinario Giovanni Legnini e il premier Giuseppe Conte avvicinato da una donna al suo ingresso nel campo sportivo.  "Mio marito si è impiccato, l'ho trovato io in casa", racconta al presidente del Consiglio la donna mentre il primo cittadino, Antonio Fontanella, tenta di calmarla. Il premier ascolta e promette: "Verrò a trovarla a casa sua", terminata la commemorazione.

Nel frattempo anche il capo dello Stato, Sergio Mattarella, fa sentire la sua vicinanza alla popolazione terremotata attraverso un messaggio.  "Il pensiero che si rinnova va, anzitutto, alle vittime e ai loro familiari. E ai tanti che hanno perduto casa o lavoro – e spesso entrambi – in quella notte drammatica", sottolinea Mattarella che poi aggiunge: "Nella triste ricorrenza del quarto anno dal gravissimo terremoto che provocò nell’Italia Centrale più di trecento vittime e oltre quarantamila sfollati, desidero ancora una volta esprimere ai cittadini di Amatrice, Accumuli, Arquata, Pescara del Tronto e delle altre zone colpite, vicinanza e solidarietà".

Mattarella coglie poi l’occasione per sottolineare i ritardi della ricostruzione e di una rinascita che fatica a prendere piede anche per via delle lungaggini burocratiche.  "Nonostante tanti sforzi impegnativi, l’opera di ricostruzione dei paesi distrutti – da quel sisma e da quelli che vi hanno fatto seguito in breve tempo – è incompiuta e procede con fatica, tra molte difficoltà anche di natura burocratica", sottolinea Mattarella che poi conclude:  "Nello spirito di solidarietà, fondamento della nostra Costituzione, la Repubblica – in tutte le sue istituzioni, territoriali e di settore – deve considerare prioritaria la sorte dei concittadini più sfortunati colpiti da calamità naturali, recuperando, a tutti i livelli, determinazione ed efficienza".

Immancabile il messaggio di Papa Francesco che affida a un post su Twitter il suo ricordo per le vittime del sisma. "Oggi si compiono quattro anni dal terremoto che ha colpito l’Italia Centrale. Rinnovo la preghiera per le famiglie e le comunità che hanno subito maggiori danni, perché possano andare avanti con solidarietà e speranza", scrive il Pontefice.

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