Asti, 24 set. (LaPresse) – E’ accusato, insieme ad altri 18 indagati, del reato di bancarotta fraudolenta per il fallimento di diverse società, per un passivo di oltre 3 miliardi di euro, di distrazioni patrimoniali per un ammontare complessivo di oltre 600 milioni di euro e per un’evasione fiscale, in materia di accise e iva, che supera i 300 milioni di euro: stamattina l’imprenditore Marco Marenco, arrestato alcuni mesi fa in Svizzera su mandato di cattura internazionale, è stato estradato in Italia.
Gli investigatori italiani, dopo aver localizzato il territorio svizzero su cui Marenco trascorreva la latitanza, hanno avvisato le autorità elvetiche e hanno chiesto l’estradizione. Le indagini, coordinate dal pm di Asti e originate da verifiche fiscali eseguite dal nucleo antifrode nei confronti di società del gruppo Marenco operanti nel settore del gas, sono state condotte con la collaborazione della Guardia di finanza di Asti.
Nel corso dell’attività investigativa sono stati eseguiti numerosi sequestri preventivi a tutela dell’erario e dei creditori. A dicembre del 2014, su disposizione del Tribunale di Alessandria, sono state sequestrate quote per un valore complessivo pari a oltre 77 milioni di euro, relative a 11 società operanti in Italia e controllate da una holding riconducibile al finanziere astigiano – legato alla storica azienda ‘Borsalino’- con sede nel paradiso fiscale dell’Isola di Man.
Durante la latitanza di Marenco, le indagini sono proseguite al fine di individuare ulteriori beni oggetto di distrazione fallimentare. Tale attività ha portato, a luglio di quest’anno, al sequestro preventivo di ulteriori beni per circa 2 milioni di euro,tra i quali quote di una società, un hotel di pregio situato in Asti e disponibilità sui conti correnti.Le indagini in corso sono ancora in corso per rintracciare ulteriori beni oggetto di distrazione sia in territorio italiano che all’estero.

