‘Codogno 2020-2022’. L’evento organizzato all’ex ospedale Soave nella cittadina della provincia di Lodi dove tutto è cominciato, almeno in Italia, racconta due anni di pandemia. Con la Lombardia in prima linea contro il Covid-19, uno stress test per la Regione guidata da Attilio Fontana. Il coronavirus ha messo a dura prova tutta Italia, a partire proprio da Codogno, uno dei primi Comuni diventati ‘zona rossa’. Palazzo Lombardia ha combattuto a mani nude, almeno all’inizio. Ma non sono mancate le polemiche anche all’interno della stessa maggioranza regionale, con l’assessore al Welfare, Giulio Gallera, sostituito da Letizia Moratti a gennaio 2021, dopo il pressing della Lega. Sta di fatto che l’iniziativa organizzata a Codogno, due anni dopo il primo caso di Sars-CoV-2 identificato in Italia, diventa anche un’occasione per celebrare i sacrifici del personale sanitario e non solo. In platea ci sono, tra gli altri, Mattia Maestri, i medici e gli infermieri, a partire da Annalisa Malara, l’intensivista dell’ospedale nel Lodigiano che ha fatto il primo tampone in Italia, ma anche una delegazione del cast (Matilde Gioli, Pierpaolo Spollon, Sara Lazzaro, Giovanni Scifoni e Alice Arcuri) di ‘Doc2 – Nelle tue mani’, la fiction Rai con al centro la pandemia e Pierdante Piccioni, medico del territorio ‘ispiratore’ della serie tv.
Fontana: “Oggi è la prima giornata della ripartenza”
Il governatore della Lombardia si toglie qualche sassolino dalla scarpa, ma guarda con ottimismo al futuro. “Io credo innanzitutto che si debba vedere oggi come la prima giornata della ripartenza, della rinascita. Il fatto che sia stato chiuso il reparto Covid”, a Codogno, “è per noi una vittoria, significa che ci stiamo riavvicinando alla normalità. Questa Regione – rimarca – è stata capace di ripartire. Quelli sono stati giorni tremendi. Eravamo assolutamente incapaci di sapere che cosa sarebbe successo, perché nessuno ci aveva avvertito di niente. Una novità che è capitata tra capo e collo, che ha messo in discussione il fatto di poter sconfiggere qualsiasi evenienza”. Fontana mette mano alla macchina del tempo e torna agli ultimi giorni di febbraio del 2020: “Quando parlavo con Roma, non si rendevano perfettamente conto di quello che stesse succedendo in Lombardia. Pensavano che io drammatizzassi ed esagerassi. Non c’era la consapevolezza piena di quello che stava succedendo”. E ancora: “Quando noi richiedevamo: ‘Chiudiamo, chiudiamo’. Qualcuno mi diceva: la nostra popolazione non reggerebbe un simile fatto. La nostra popolazione ha dimostrato di essere molto migliore di quello che si potesse pensare”. Poi il ringraziamento dell’inquilino di Palazzo Lombardia a tutti i cittadini, “nessuno escluso”, oltre che a medici e infermieri (“Non sono stati eroi, hanno interpretato il loro ruolo oltre il loro dovere”). Con un pensiero alle vittime e ai loro parenti (38.352 ad oggi in Lombardia, 37 nelle ultime 24 ore con 1.804 nuovi casi). E una convinzione: “Il Covid – è la lettura di Fontana – non è sconfitto ma sicuramente è molto ridimensionato. Mi auguro che non torni, può darsi che torni con una nuova ondata, sicuramente la nostra popolazione è in grado di reagire, perché più del 90% di vaccinati è una barriera” forte.
Il sindaco Passerini: “La pandemia ci ha lasciato le sensazioni positive dello stare insieme e dell’essere comunità”
Anche il sindaco di Codogno, Francesco Passerini, sottolinea l’importanza di fare rete fra tutte le istituzioni: “La pandemia ci ha lasciato dolore, sofferenza, tante lacrime, ma anche le sensazioni positive dello stare insieme e dell’essere comunità”. Mentre il neo dg dell’Asst di Lodi non le manda a dire: “Inutile discutere oggi di no vax e altro, i vaccini sono stati l’arma vincente. Senza i vaccini saremmo qui a parlare di altro”.

