Il Comitato tecnico scientifico, nella riunione del 3 marzo propose di "adottare le opportune misure restrittive già adottate nei Comuni della zona rossa anche in questi due comuni" della Valseriana, Alzano Lombardo e Nembro, "al fine di limitare la diffusione dell'infezione nelle aree contigue". Lo si legge nel verbale della riunione reso pubblico da Regione Lombardia e rilanciato dall'Eco di Bergamo. Nel documento si precisa che i due comuni "si trovano in stretta prossimità di Bergamo e hanno una popolazione rispettivamente di 13.639 e 11.522 abitanti. Ciascuno dei due paesi ha fatto registrare attualmente oltre 20 casi, con molta probabilità ascrivibili ad un’unica catena di trasmissione. Ne risulta, pertanto, che l’R0 è sicuramente superiore a 1, il che costituisce un indicatore di altro rischio di ulteriore diffusione del contagio".
Comitato vittime Bergamo: Governo dia prova volontà fare chiarezza
"Noi pretendiamo che vengano desecretati tutti i documenti e i verbali a decorrere dal 22 gennaio e sino al 3 marzo perché solo attraverso l'analisi degli elementi che emergeranno indefettibilmente dai verbali del Cts di quei giorni, la gente, quella gente apostrofata come 'quelli lì che continuano ad uscire', potrà darsi una spiegazione dell'immane sacrificio di vite umane". Lo si legge in una nota del comitato 'Noi denunceremo – Verità e giustizia per le vittime di Covid-19', con sede a Brusaporto, in provincia di Bergamo, a proposito della mancata istituzione della zona rossa ad Alzano Lombardo e Nembro. "Solo attraverso quei verbali potrà emergere quale e a chi attribuire la responsabilità delle omissioni che hanno portato ad una strage annunciata e, riteniamo, consapevole da chi detiene il potere. Solo con la desecretazione di tutti questi documenti il governo potrà dare prova della volontà di fare chiarezza sui fatti occorsi e dimostrerà di avere rispetto delle persone. Il comitato da sempre vuole che si arrivi a capire se ci siano responsabilità e a chi siano attribuibili", prosegue la nota. "Riteniamo, come comitato, una inutile mossa l'aver desecretato verbali che, rispetto alla mancata istituzione della zona rossa nel bergamasco, sono assolutamente inconferenti. I dati noti ad ognuno già all'epoca dei fatti appalesavano un aumento esponenziale dei contagi e dei decessi nei giorni immediatamente successivi alla scoperta dei due pazienti Covid nell'ospedale di Alzano Lombardo, il 22-23 febbraio", fa sapere ancora il comitato.
Gori: "La Regione si chiamò fuori"
"Che il Cts avesse raccomandato la zona rossa in Val Seriana lo sappiamo dal 3 marzo. Che accade poi? Il governo esita 4 giorni e poi opta per la zona arancio estesa a tutta la Lombardia. La Regione, invece, si chiama fuori: la ZR non tocca a me. Ma non la chiede neanche al governo". Così su Twitter il sindaco di Bergamo, Giorgio Gori.
Lega: "Conte responsabile diffusione virus e vittime, si dimetta"
"Ora tutti gli italiani sanno perché Conte tiene nascosti i documenti del Comitato tecnico scientifico. Sapeva di aver commesso un errore che è costato la vita a moltissime persone. È lui il responsabile e deve dimettersi. Lui e il suo governo hanno ignorato lo studio di chi invece aveva capito benissimo cosa stava accadendo, hanno perso giorni preziosi per contenere la diffusione del virus e hanno istituito una dannosa zona rossa nazionale. Cosa racconterà Conte per non aver bloccato il contagio del virus dai focolai di Alzano e Nembro? E cosa dicono i 5 stelle passati dalle dirette streaming al segreto omertoso su documenti così importanti? Dov'è finita la loro sbandierata trasparenza e onestà?". Così in una nota i parlamentari bergamaschi della Lega Roberto Calderoli, Daniele Belotti, Simona Pergreffi e Rebecca Frassini.
Sileri difende le scelte del governo
"Agostino Miozzo (Cts) ha detto una cosa parzialmente giusta. Ha detto che i dati cambiavano di giorno in giorno, in realtà cambiavano di ora in ora. Ciò che è stato detto il 2, già il 3 poteva essere meno valido. È chiaro che uno può dire chiudiamo tutta la Lombardia due giorni prima, ma bastava una persona per allargare l'epidemia. Il virus è entrato da una singola porta. L'ideale era chiudere, come è stato fatto, tutta l'Italia. La chiusura è stata precoce e fatta immediatamente dopo che c'è stato un effetto tsunami. È stata notevolmente rallentata l'avanzata del virus". Così il viceministro della Salute a SkyTg24.

