Discoteche ancora chuse. Più attenzione ai voli in arrivo per possibili contagi 'importati'. E forse non 5, ma 3 mesi di stato di emergenza per il coronavirus. Sono questi gli orientamenti del Governo alla vigilia delle scadenze dei provvedimenti anti-pandemia.
Per quanto riguarda la 'cornice' emergenziale, la proroga dovrà far slittare la sua imminente scadenza del 31 luglio. L'epidemia, pur se sotto controllo, continua. Si era quindi dapprima ipotizzato di estendere lo stato d'emergenza sino al 31 dicembre. Ora però l'opzione preferita sarebbe più "gradualista": si tenta con la data del 31 ottobre, ma sarà sempre probabile un'altra proroga se, in autunno, ci dovesse essere un consistente numero di casi.
Lo stato d'emergenza, in sè, mette a disposizione una serie di strumenti da far scattare nel caso in cui la situazione precipitasse. E ci sono ancora due settimane per decidere quanto prorogarlo. Ad illustrare perché preferire l'opzione più breve o più estesa dovrebbe intervenire, direttamente il premier Giuseppe Conte, nei prossimi giorni.
Già oggi, invece, il ministro della Salute Roberto Speranza dovrebbe comunicare al Parlamento i dettagli del nuovo Dpcm per disciplinare il periodo che va dal 14 al 31 luglio. Il documento è quasi pronto, riceverà probabilmente il via libera dal Cdm convocato per le 11 (che si concentrerà soprattutto su Autostrade), quindi sarà illustrato nei due rami del Parlamento.
Nel nuovo Dpcm dovrebbero essere confermati tutti i protocolli che hanno accompagnato i cittadini italiani durante la pandemia, e potrebbero forse arrivare delle novità per arginare i possibili contagi importati dall'estero. Ovviamente si ribadiranno l'obbligo di utilizzo della mascherine nei luoghi chiusi e le regole di distanziamento sociale.
La serranda dovrebbe rimanere abbassata per le discoteche (che in teoria avrebbero dovuto riaprire proprio il 14 luglio), le fiere, i congressi. Per cinema e teatri sono confermati i posti a sedere preassegnati e distanziati, con un massimo di mille persone all'aperto e 200 in posti chiusi. Dopo alcuni casi di contagio causati da persone positive che continuavano le loro vite senza isolarsi, il Dpcm potrebbe valutare l'isolamento coatto.
Sul fronte internazionale, potrebbero arrivare tamponi obbligatori per determinati Paesi da inserire in una lista rossa. Di certo, comunque, è confermato il divieto di ingresso e di transito in Italia alle persone che nei quattordici giorni antecedenti hanno soggiornato o sono transitati negli Stati già inseriti nella 'lista nera': Armenia, Bahrein, Bangladesh, Brasile, Bosnia Erzegovina, Cile, Kuwait, Macedonia del Nord, Moldova, Oman, Panama, Perù, Repubblica Dominicana.

