Sulla proroga dello Stato di emergenza per epidemia da Covid -19, da estendere fino al 31 dicembre, il Partito democratico si ricompatta attorno al premier Giuseppe Conte, ma non senza distinguo. E' Nicola Zingaretti a blindare la decisione del presidente del Consiglio e rimandare al mittente le dure critiche dell'opposizione. "Il Pd è pronto a sostenere qualsiasi scelta del Governo utile a contenere la pandemia. Chi nel mondo non lo ha fatto sta pagando un prezzo drammatico", scrive il segretario dem sui social. Fiducia sì, ma "con perimetri molto ben delineati", frena il capogruppo del Pd in Senato, Andrea Marcucci in un'intervista ad Huffington Post. "Credo che sia una proroga di natura preventiva – spiega – Non c'è alcun segnale di una nuova ondata, ma se purtroppo ci colpisse, servono gli stessi strumenti e la stessa velocità che abbiamo avuto a marzo. L'Italia ha gestito bene l'emergenza sanitaria, credo che questo sia fuor di dubbio". Estendere per altri cinque mesi lo Stato di emergenza, rafforzerebbe la capacità d'azione dell'esecutivo nel caso in cui ci fosse un rinvigorimento del Covid-19, con la possibilità di firmare nuovi Dpcm (che non devono passare per l'esame delle Camere) o decretare nuove 'zone rosse'. Inoltre senza proroga il 31 luglio decadrebbero anche gli attuali protocolli di contenimento come per esempio l'uso della mascherina nei luoghi chiusi e il distanziamento sociale.
L'annuncio del premier, però, non fa saltare di gioia le opposizioni. Matteo Salvini non ha infatti dubbi: "Allungare lo stato di emergenza fino al 31 dicembre? No grazie. Gli Italiani meritano fiducia e rispetto, donne e uomini eccezionali che hanno dimostrato buon senso e generosità che adesso vogliono vivere, lavorare, amare. Con tutte le attenzioni possibili, la libertà non si cancella per decreto". Dal Copasir si fa sentire il presidente Raffaele Volpi, che boccia se ma e senza se una nuova stagione di 'pieni poteri' a Conte: "Pensiamo che a fronte di possibili situazioni critiche, quali quelle ravvisate dal Ministro dell'Interno, sia inopportuno trovare il Paese con un anomalo e fraintendibile combinato disposto tra eventuali problematiche sociali complesse ed i poteri speciali al Presidente del Consiglio con una eventuale proroga dello stato di emergenza. In un corretto perimetro dei ruoli politici ed istituzionali tra governo, maggioranza e ed opposizione riteniamo che le criticità probabili ed eventuali debbano trovare confronto e soluzioni in un immediato, consapevole e normale confronto istituzionale rendendo appieno il ruolo centrale del parlamento quale massima istituzione della democrazia italiana". Anche Forza Italia alza le barricate: "Fermo restando il livello di guardia da tenere alto rispetto al Covid, non è più accettabile un premier che si atteggia a capo assoluto della Repubblica italiana. Siamo una democrazia matura, non abbiamo bisogno di snaturare le nostre istituzioni per affrontare la coda della pandemia", attacca Maria Stella Gelmini.
Una cosa è certa: la proroga dello Stato di emergenza dell'Italia per l'epidemia da Covid-19 passerà per il Parlamento, ma non sarà votata martedì 14 luglio. Il governo è intenzionato ad adottare questa misura e molto probabilmente lo farà la prossima settimana durante il Consiglio dei ministri ad hoc – forse già nella riunione che dovrebbe anche sciogliere il nodo della revoca di Autostrade – per poi presentare le sue motivazioni in entrambe le Camere. E a farlo sarà appunto il premier Conte, come ampiamente ribadito da palazzo Chigi. Non sarà quindi palazzo Madama martedì la sede e non saranno le comunicazioni del ministro per la salute Roberto Speranza ad aprire il dibattito parlamentare. Era stata questa mattina la presidente Elisabetta Alberti Casellati ad auspicarlo: "Martedì ci sarà in Parlamento un voto su questo e mi auguro che sia l'inizio di una democrazia compiuta, perché in Parlamento e al Senato siamo ormai gli invisibili della Costituzione". Una considerazione su cui poi è intervenuta la stessa presidenza del Consiglio, precisando appunto che le comunicazioni del titolare della Salute "verteranno sul prolungamento delle misure del Dpcm in scadenza il 14 luglio, orientativamente fino al 31 di luglio" e non sulla proroga dello Stato di emergenza. Di fatto per estendere la misura è necessaria una delibera del Consiglio dei ministri e non un Dpcm. E' pur vero che le comunicazioni di Speranza prevedono un voto sulle risoluzioni che le forze politiche presenteranno in Assemblea. E non è detto infatti che già in quella sede venga posta sul piatto la tematica della proroga, delineandosi così una posizione del Parlamento in merito.

