Cop26: a Glasgow giovani in piazza. Greta Thunberg: “Il summit è un fallimento”

Cop26: a Glasgow giovani in piazza. Greta Thunberg: “Il summit è un fallimento”

L’attivista svedese attacca i leader: “Due settimane di business e bla bla bla”

Migliaia di giovani attivisti si sono radunati a Glasgow per chiedere ai governi azioni concrete contro il riscaldamento globale, mentre nella città scozzese è in corso il summit Onu sul clima. Alla marcia dei Fridays for Future si è unita anche l’ecoattivista Greta Thunberg che, parlando a George Square, dove è terminato il corteo, ha definito la Cop26 un “fallimento”.

I leader “non stanno facendo niente” per il clima, hanno fatto dei “bei discorsi” ma poi “si sono rifiutati di portare avanti azioni decisive, il loro obiettivo principale sembra quello di lottare per mantenere lo status quo”, ha denunciato Thunberg, sottolineando che “per rispettare gli accordi di Parigi c’è bisogno di tagli alle emissioni drastici e immediati”. “Non è un segreto che la Cop26 sia un fallimento”, “siamo stanchi dei bla bla bla dei leader”, ha aggiunto l’attivista svedese, nel giorno in cui il summit Onu è stato dedicato proprio all’empowerment dei giovani.

A parlare in piazza anche l’attivista dell’Uganda Vanessa Nakate che ha ricordato come, nonostante l’Africa contribuisca in piccolissima percentuale all’inquinamento globale, sia il continente che ne sta pagando di più le conseguenze. “Le inondazioni stanno devastando diverse parti di Kampala, dell’Uganda e di tutta l’Africa”, “le persone muoiono, i bambini abbandonano la scuola, le fattorie vengono distrutte”, ha denunciato Nakate. La giovane ha incontrato la sera precedente il principe Carlo, intervenuto a difesa del pianeta e della lotta al cambiamento climatico sia al summit Onu che al summit G20 a Roma. I due hanno discusso del ruolo che le persone giovani possono avere nel garantire la salute del pianeta per le future generazioni.

Gli attivisti hanno portato in piazza striscioni con slogan come ‘Basta con i crimini climatici’. Alcuni manifestanti hanno accusato i negoziatori di non fare abbastanza per ridurre le emissioni di gas serra e di aver promosso politiche non sufficienti per prevenire l’aumento di temperatura nei prossimi decenni.

“Siamo qui come società civile per inviare loro un messaggio: ‘basta’”, ha detto Valentina Ruiz, una studentessa brasiliana di 18 anni. Brianna Fruean, un’attivista di 23 anni di Samoa, ha affermato che la sua più grande paura è perdere il suo Paese. Samao, una nazione insulare del Pacifico, è particolarmente vulnerabile all’innalzamento del livello del mare e ai cicloni. Fruean è intervenuta alla Cop26 lanciando un monito ai leader riguardo agli effetti del cambiamento climatico già avvertiti nel suo Paese. “Saprò se sarò stata ascoltata entro la fine del summit”, ha aggiunto.

Un parere positivo è stato invece espresso dall’inviato speciale degli Stati Uniti sul clima, John Kerry, che ha parlato di “progressi autentici”, rilevando “un maggior senso d’urgenza a questa conferenza, un maggior senso dell’obiettivo”. La maggioranza dei Paesi del G20, secondo Kerry, ha “piani concreti” per limitare l’aumento delle temperature globali.

© Riproduzione Riservata