Stellantis: crisi chip non ferma gruppo, a Torino 500 e Maserati

Stellantis: crisi chip non ferma gruppo, a Torino 500 e Maserati
Stellantis F1 Holdings

Il capoluogo piemontese sarà la base di uno dei modelli di punta del gruppo – la 500, elettrica e non – e vedrà la nascita dello ‘Stellantis Turin Manufacturing District’, che permetterà di adottare un unico moderno processo di produzione per diversi modelli Maserati

La crisi dei chip non ferma Stellantis, né il ruolo di Torino per la casa d’auto. Proprio il capoluogo piemontese sarà infatti la base di uno dei modelli di punta del gruppo – la 500, elettrica e non – e vedrà la nascita dello ‘Stellantis Turin Manufacturing District’, che permetterà di adottare un unico moderno processo di produzione per diversi modelli Maserati. Queste le principali conferme fornite da Stellantis nel corso del tavolo al Ministero dello Sviluppo economico. Presenti il ministro del Lavoro, Andrea Orlando, e il titolare del dicastero Giancarlo Giorgetti. Per Stellantis il Deputy Chief Operating Officer Enlarged Europe Davide Mele.

La casa della 500 sarà Torino, anche per quanto riguarda il modello elettrico, che attualmente veniva prodotto in Polonia. La 500 endotermica in Polonia, quindi, si spegnerà. Secondo le stime dell’azienda il settore della 500 Full electric crescerà dall’attuale 10 al 70% nel periodo tra il 2025 e il 2030. Nel corso del tavolo su Stellantis al Mise è stato sottolineato che l’attuale ciclo di vita e la generazione futura della Fiat 500 full-electric, con tutta la gamma di motorizzazioni elettriche, faranno sempre capo a Torino ed è stato ribadito l’impegno a mantenere la presenza e le competenze di produzione e ingegneria nell’area torinese sfruttando anche la proficua collaborazione con il Politecnico. Nell’area torinese sono stati investiti oltre due miliardi di euro negli ultimi tre anni e che, sul fronte della transizione energetica e il centro di competenza per l’elettrificazione, può contare, tra le altre cose, sul ‘Battery Hub’, sul più grande impianto Vehicle-to-Grid al mondo e sulla Solar Power Production Units con i pannelli solari.

Anche la Maserati si sposta a Torino. Nella città nascerà un distretto per integrare piattaforme, modelli e sistemi di propulsione differenti – dall’endotermico all’elettrico, passando per l’ibrido – con cui promuovere l’evoluzione della linea di vetture del brand nel prossimo futuro assegnando un ruolo chiave all’elettrificazione, all’infotainment e alla guida autonoma. Tra le prime azioni, sottolinea l’azienda, sarà creata una nuova piattaforma elettrificata dedicata a Maserati che permetterà di realizzare le Nuove Maserati GranTurismo e GranCabrio e, soprattutto, la Nuova Maserati – 2 – Quattroporte in un periodo compreso tra il 2022 e il 2024.

Il gruppo conferma i lanci previsti per il 2022 a Pomigliano (Alfa Tonale) e Cassino (Maserati Grecale), oltre all’investimento per la gigafactory a Termoli, nonostante la crisi dei microchip. Il sito di Grugliasco del gruppo Stellantis – e le attività di assemblaggio, verniciatura e lastratura – verrà accorpato entro il 2024 a quello di Mirafiori. Confermato l’investimento previsto a Mirafiori nel piano industriale post 2024, con la produzione di Maserati elettrica (modello Folgore) che si aggiunge alla 500 elettrica (attualmente prodotta in Polonia). A Grugliasco lastratura e verniciatura rimarranno fino al 2024. Anche la logistica con i magazzini unificati si farà a Mirafiori a vantaggio dell’efficienza operativa.

“Il progressivo trasferimento a Torino delle persone dal sito di Grugliasco, che rimarrà comunque operativo con varie attività di supporto all’attuale produzione di Ghibli e Quattroporte – che si andranno ad aggiungere a Levante – non avrà nessun tipo di impatto sui livelli di occupazione complessivi della zona”, scrive l’azienda.

Soddisfazione da parte dei sindacati, anche se chiedono maggiori tutele per i lavoratori.

“A Stellantis chiediamo garanzie occupazionali e missioni produttive definite, per questo serve al più presto un tavolo a Torino per entrare nel merito di quanto dichiarato oggi dall’azienda”, afferma Luigi Paone, segretario generale Uilm Torino. La Fiom chiede “al Governo un confronto con Stellantis sul piano industriale nazionale garantendo l’occupazione e il pieno utilizzo degli impianti a partire dalla missione degli enti centrali fino all’assemblaggio”. “Bene la conferma – ha commentato Giorgetti – degli investimenti su Torino, che ribadisce il suo ruolo centrale per la ricerca e l’innovazione”. Entro fine anno l’azienda si è impegnata a presentare il piano complessivo del gruppo in Italia. “È un segnale positivo – ha commentato il ministro – così come la rassicurazione che non ci sarà delocalizzazione in Polonia per la Sevel di Chieti”.

© Riproduzione Riservata