Lunedì 27 Giugno 2016 - 19:00

Brexit, Merkel: No colloqui fino a richiesta formale di uscita

Lo ha detto la cancelliera tedesca al termine dell'incontro con il premier Matteo Renzi e il presidente francese François Hollande

Brexit, Merkel: No colloqui fino a richiesta formale di uscita

 "Non ci possono essere discorsi formali con il Regno Unito prima che venga presentata la richiesta al Consiglio europeo di volere uscire dall'Ue". Lo ha detto la cancelliera tedesca, Angela Merkel, al termine dell'incontro con il premier Matteo Renzi e il presidente francese François Hollande a Berlino a seguito del referendum del 23 giugno sulla Brexit. "Noi dobbiamo negoziare con la Gran Bretagna, ma su questo punto l'articolo 50 dei trattati è molto chiaro: lo Stato membro che vorrebbe lasciare l'Ue deve presentare una richiesta espressa al Consiglio europeo e, prima che questo accada, non si possono fare altri passi".

RENZI: ITALIA FARA' SUA PARTE. "Non dobbiamo perdere neanche un minuto sono d'accordo" con Merkel e Hollande "e l'Italia farà la sua parte". Così il premier Matteo Renzi a Berlino con la cancelliera tedesca  Angela  Merkel e il presidente francese François Hollande, in conferenza stampa.

CAMERON: NON CHIEDERO ORA ARTICOLO 50. "Il governo britannico non chiederà l'attivazione dell'articolo 50 (del Trattato di Lisbona ndr.) in questo momento". Lo ha ribadito il premier britannico, David Cameron, intervenendo alla Camera dei Comuni. "Dobbiamo prima determinare che rapporti vogliamo avere con l'Unione europea e a deciderlo sarà il nuovo primo ministro", ha aggiunto Cameron.

La dichiarazione di Cameron giunge alla vigilia del Consiglio europeo che si terrà domani e dopodomani a Bruxelles, il primo dopo il referendum del 23 giugno nel Regno Unito in cui i britannici hanno votato a favore dell'uscita dall'Unione europea. L'articolo 50 del Trattato di Lisbona è quello che regolamenta la possibilità di un'uscita dall'Ue e sta al Paese che vuole uscire chiederne l'attivazione.
 

Intanto il governo britannico ha escluso la possibilità che si possa tenere un secondo referendum sull'Unione europea. Lo ha fatto sapere Downing Street spiegando che una seconda consultazione "non è lontanamente sul tavolo". "C'è stato un risultato decisivo e l'attenzione del governo è quella di rispettare la volontà del popolo e di mettere in atto l'uscita". Nei giorni successivi alla Brexit erano state raccolte oltre 3 milioni di firme per richiedere un secondo referendum sull'uscita dall'Ue.
 

PARLA OSBORNE. Il Regno Unito dovrà far scattare l'articolo 50 del trattato di Lisbona, che mette in avvio il processo di due anni di uscita dall'Ue, solo quando un nuovo primo ministro avrà definito "una visione chiara di quali nuovi accordi stringeremo con i nostri vicini europei". Questo l'intervento del ministro delle Finanze britannico George Osborne, cercando di ritardare i colloqui sulla Brexit fino ad ottobre. "La nostra economia è forte ed è pronta ad affrontare qualsiasi sfida ci riservi il futuro", ha rimarcato Osborne, nel primo discorso pubblico dopo la decisione del Regno Unito di uscire dall'Ue, "è inevitabile che ora la nostra economia debba aggiustarsi a questa nuova situazione, ma è fondamentalmente forte".

Osborne ha ribadito di essere contatto regolare con il governatore della Banca d'Inghilterra Mark Carney dall'annuncio del risultato del referendum. Inoltre, ha precisato di essere in contatto con i suoi omologhi europei e con i governatori delle banche centrali, con il direttore del Fondo monetario internazionale, il segretario al Tesoro degli Stati Uniti, così come con gli amministratori delegati di importanti istituzioni finanziarie del Regno Unito. "Eravamo preparati all'imprevisto e siamo attrezzati per tutto ciò che accadrà", ha ribadito nel tentativo di tranquillizzare i mercati.

LEGGI ANCHE: Renzi: L'Europa così com'è non è una casa accogliente

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