6,7 milioni di italiani in viaggio per il ponte di Ognissanti: calo del 7,1%
6,7 milioni di italiani in viaggio per il ponte di Ognissanti: calo del 7,1%

L'87,5% sceglie l'Italia, l'11,8% preferisce una meta all'estero. Più di 4 italiani su 10 resteranno a casa. Il giro d'affari è di 2,21 miliardi di euro.

Affari in calo per il ponte di Ognissanti. È quanto emerge da un’indagine condotta da Federalberghi. I circa 6 milioni e 648 mila di italiani a mettersi in viaggio la prossima settimana muoveranno 2,21 miliardi di euro. Si registrerà perciò un calo del 7,1% rispetto al 2018. Secondo le stime, circa l’87,5% dei vacanzieri italiani resterà nel Belpaese mentre l’11,8% andrà all’estero. Il 44,2% dichiara di aver rinunciato alla vacanza per mancanza di soldi; il 26,7% per motivi familiari e il 35,6% afferma che intende andare in vacanza in un altro periodo.

Chi resterà in Italia sceglierà in primis le località d’arte (31,3%), la montagna (24,2%) e il mare (12,3%). Seguono il lago (4,4%) e le località termali (3,6%). Per chi andrà all’estero, invece, le mete più ambite saranno le grandi capitali europee (73,5%), il mare (14,7%), le grandi capitali extraeuropee (2,9%) e la montagna (2,9%). La casa di parenti e amici sarà la meta privilegiata per il 31,3% dei vacanzieri; poi l’albergo (23,3%), il bed & breakfast (17,4%) e la casa di proprietà (10,8%). La durata media del soggiorno sarà di 3,3 notti trascorse fuori casa, contro le 3,6 del 2018. Va valutato che quest’anno vi sarà un giorno in meno di vacanza rispetto al ponte del 2018, in cui la festività cadeva di giovedì. La spesa media, comprensiva di trasporto, alloggio, cibo e divertimenti, si attesterà sui 333 euro a persona (312 euro in Italia e 536 all’estero).

Un dato in lieve crescita (+2,1%) rispetto ai 326 euro del 2018. Le spese di pernottamento incidono sul budget per il 19,4%; le spese di viaggio per il 26,5%, e quelle relative ai pasti per il 25,9%. Il capitolo più corposo della spesa (28,2%) riguarda le altre voci (lo shopping, i divertimenti, etc.), a conferma della capacità del turismo di 'distribuire' ricchezza sul territorio, oltre i confini classici del settore. La soluzione social è la preferita dagli italiani. Il 59,8% degli intervistati dichiara di utilizzare i social media e la Rete per decidere o informarsi sull’offerta nelle diverse località, sui prezzi e sulle strutture di interesse. Il 53,8% degli intervistati prenota contattando direttamente la struttura, mentre il 36,5% si avvale dei portali.

“Il movimento degli italiani in occasione del ponte di Ognissanti rappresenta un test importante per l’apertura della stagione invernale. Quest’anno a mettersi sarà l’11% della nostra popolazione ed il giro di affari subirà un calo del 7 per cento rispetto al 2018. E’ indubbio che il calendario dello scorso anno fosse particolarmente incentivante, dal momento che la festività del Primo Novembre cadeva nella giornata di giovedì. Ma va comunque considerato che nella gran parte dei casi la rinuncia della vacanza è stata motivata da una scarsa liquidità”, commenta Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, “interessante è poter notare nella valutazione complessiva – sottolinea Bocca - quanto la percentuale delle spese legate al pernottamento sia al di sotto del 20%, mentre a gravare maggiormente sul budget della vacanza risultano essere le spese legate al viaggio ed al cibo. Un elemento significativo per armonizzare i ruoli degli attori in gioco in tutta la filiera del comparto turistico”.

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