Vaticano, serve una spending-review: si pensa a mobilità e pre-pensionamenti

La crisi economica non ha risparmiato san Pietro, che ra pensa a un piano a lungo termine per ridurre i costi

Sembrava impossibile, ma la crisi economica ha bussato anche al portone di bronzo di San Pietro. Per tagliare i costi nella complessa e farraginosa macchina del Vaticano bisogna mettere mano al personale, la voce più pesante del bilancio. E se licenziamenti ed esuberi sembrano ancora troppo immorali, il cardinal Reinhard Marx, coordinatore del Consiglio per l'Economia, pensa a ricollocamenti e pre-pensionamenti e conferma il blocco dei turn-over.

"Sarebbero da realizzare job descriptions per rendere più efficace il lavoro di ogni Dicastero, valutando anche la possibilità di ricollocamenti attraverso la mobilità, e ove possibile, il pre-pensionamento", fa sapere il portavoce del Pontefice, Greg Burke, per il quale "il senso di responsabilità richiede un long-term plan per ridurre i costi". Per questo Marx ha proposto l'elaborazione di 'multi-year budgets' per permettere al Consiglio per l'Economia di formulare delle proiezioni a 5 e a 10 anni per dare una idea più chiara della situazione e di come affrontarla.

Marx è solo al timone degli affari economici al momento: la segreteria per l'Economia è di fatto acefala da diversi mesi, da quando cioè il prefetto George Pell è stato congedato per poter andare in Australia a difendersi nel processo per pedofilia in cui è coinvolto. La sentenza si avrà a breve, nei primi giorni di febbraio e sul processo vige il 'Suppression Order' del tribunale, che vieta alle parti in un'azione legale, avvocati, testimoni e giurati di rilasciare dichiarazioni alla stampa in merito a un caso in corso a cui partecipano. Ma indiscrezioni parlano di una condanna per cinque capi d'accusa, uno dei quali grave. Nessun commento trapela dalle mura leonine: "La Santa Sede ha il massimo rispetto per le autorità giudiziarie australiane ed è consapevole che c'è un provvedimento in atto che impone il silenzio, lo rispettiamo", dice Burke.

Per evitare ulteriori imbarazzi, il Papa ha deciso di 'asciugare' il consiglio dei cardinali, gruppo di fedelissimi che lo coadiuva nella riforma della Curia, portandolo da nove a sei membri. Via Pell, appunto, ma anche il cardinale Francisco Javier Errázuriz, al centro dello scandalo di abusi sessuali del clero in Cile per aver insabbiato degli episodi da vescovo, e il 78enne cardinale congolese Laurent Monsengwo Pasinya, che qualcuno vorrebbe candidare a presiedere il Parlamento del Paese.

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