Pedofilia, Papa toglie lo status clericale al vescovo cileno Karadima

Il decreto, firmato dal Papa giovedì 27 settembre 2018, implica anche la dispensa di tutti gli obblighi di ufficio

Nel giorno in cui monsignor Carlo Maria Viganò, ex nunzio apostolico a Washington, torna ad accusare il Papa invitandolo ad uscire dal silenzio, Bergoglio di fatto risponde sollevando dallo stato clericale Fernando Karadima Fariña, dell'Arcidiocesi di Santiago del Cile, di 88 anni. Il sacerdote fu condannato al ritiro in una vita di preghiera sotto il pontificato di Benedetto XVI, nel 2011, perchè ritenuto colpevole dal Vaticano di aver abusato sessualmente numerosi minori.

"Una linea ferrea" e "una decisione eccezionale per danni eccezionali", commenta Greg Burke, direttore della Sala stampa della Santa Sede secondo il quale "Papa Francesco sta agendo come pastore, come padre, per il bene di tutto il Popolo di Dio". La  storica decisione del Santo Padre arriva, appunto, nel giorno in cui l'ex nunzio apostolico rilancia le sue posizioni, cercando di sollecitare il Pontefice a parlare. Non dandosi per vinto, attraverso il sito del vaticanista Aldo Maria Valli, Viganò insiste e dice: "La non volontà del Papa di rispondere alle mie accuse e la sua sordità agli appelli dei fedeli ad essere responsabile non è assolutamente compatibile con la sua richiesta di trasparenza e di essere costruttori di ponti e non di muri".

Secondo l'ex nunzio, Bergoglio sarebbe stato a conoscenza delle accuse rivolte all'arcivescovo americano Theodore McCarrick e a 300 preti che per anni avrebbero abusato di minori. Esce allo scoperto, sulla questione, il presidente dei vescovi italiani Gualtiero Bassetti, che fa quadrato: "Quello che ha scritto Viganò è assurdo, soprattutto è assurdo il modo - sottolinea -. Se vuoi scrivere un documento secondo verità non usi uno stile che lascia intravedere la minaccia. Se fai una cosa del genere in una denuncia in procura, incriminano te, non chi vuoi infangare".

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