Lo sceicco Mohammed bin Rashid Al-Maktoum e papa Francesco
Papa negli Emirati: "No ad armamento dei confini e all'innalzamento di muri"

Il Pontefice in visita ad Abu Dhabi per l'incontro interreligioso sulla "Fratellanza umana" sottolinea l'importanza del dialogo tra le confessioni per il futuro e la pace

"Impegniamoci contro la logica della potenza armata, contro la monetizzazione delle relazioni, l'armamento dei confini, l'innalzamento di muri, l'imbavagliamento dei poveri; a tutto questo opponiamo la forza dolce della preghiera e l'impegno quotidiano nel dialogo. Il nostro essere insieme oggi sia un messaggio di fiducia, un incoraggiamento a tutti gli uomini di buona volontà, perché non si arrendano ai diluvi della violenza e alla desertificazione dell'altruismo. Dio sta con l'uomo che cerca la pace. E dal cielo benedice ogni passo che, su questa strada, si compie sulla terra". Papa Francesco si scaglia contro la violenza durante l'Incontro interreligioso sulla 'Fratellanza umana' ad Abu Dhabi.

"Una convivenza fraterna, fondata sull'educazione e sulla giustizia; uno sviluppo umano, edificato sull'inclusione accogliente e sui diritti di tutti: questi sono semi di pace, che le religioni sono chiamate a far germogliare. Ad esse, forse come mai in passato, spetta, in questo delicato frangente storico, un compito non più rimandabile: contribuire attivamente a smilitarizzare il cuore dell'uomo. La corsa agli armamenti, l'estensione delle proprie zone di influenza, le politiche aggressive a discapito degli altri non porteranno mai stabilità. La guerra non sa creare altro che miseria, le armi nient'altro che morte!".

E ancora: "Uno sviluppo puramente utilitaristico non dà progresso reale e duraturo. Solo uno sviluppo integrale e coeso dispone un futuro degno dell'uomo. L'indifferenza impedisce di vedere la comunità umana oltre i guadagni e il fratello al di là del lavoro che svolge. L'indifferenza, infatti, non guarda al domani; non bada al futuro del creato, non ha cura della dignità del forestiero e dell'avvenire dei bambini".

Il Pontefice vuole sottolineare l'importanza del dialogo tra le religioni per raggiungere la pace: "Con animo riconoscente al Signore, nell'ottavo centenario dell'incontro tra San Francesco di Assisi e il sultano al-Malik al-K.mil, ho accolto l'opportunità di venire qui come credente assetato di pace, come fratello che cerca la pace con i fratelli. Volere la pace, promuovere la pace, essere strumenti di pace: siamo qui per questo". 

"Il punto di partenza è riconoscere che Dio è all'origine dell'unica famiglia umana. Egli, che è il Creatore di tutto e di tutti, vuole che viviamo da fratelli e sorelle, abitando la casa comune del creato che Egli ci ha donato. Si fonda qui, alle radici della nostra comune umanità, la fratellanza, quale vocazione contenuta nel disegno creatore di Dio. Essa ci dice che tutti abbiamo uguale dignità e che nessuno può essere padrone o schiavo degli altri". 

"Non c'è alternativa: o costruiremo insieme l'avvenire o non ci sarà futuro. Le religioni, in particolare, non possono rinunciare al compito urgente di costruire ponti fra i popoli e le culture. È giunto il tempo in cui le religioni si spendano più attivamente, con coraggio e audacia, senza infingimenti, per aiutare la famiglia umana a maturare la capacità di riconciliazione, la visione di speranza e gli itinerari concreti di pace". 

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