Lituania, monito del Papa: "Non seguire mai più i canti di sirena delle ideologie naziste"

Nel suo secondo giorno del viaggio in Lituania, Bergoglio si è recato a Kaunas nel 75esimo anniversario del 'genocidio ebraico'

Violenza, persecuzione, tempi oscuri, cessazione della democrazia e dell'umanità. Sono questi i temi con i quali Papa Francesco si è confrontato nel suo secondo giorno del viaggio in Lituania, terra che ha conosciuto la furia sia nazista che sovietica. Bergoglio ha avuto incontri importanti e toccanti, prima a Kaunas nel 75esimo anniversario del 'genocidio ebraico', poi al Monumento alle Vittime dell'Occupazione e delle Lotte per la Libertà dove il pontefice si è visibilmente commosso.

Il Santo Padre ha ricordato la distruzione del Ghetto e riferendosi a quell'episodio ha urlato il suo monito che è un po' l'emblema della giornata: "Chiediamo al Signore che ci faccia dono del discernimento per scoprire in tempo qualsiasi nuovo germe di quell'atteggiamento pernicioso, di qualsiasi aria che atrofizza il cuore delle generazioni che non l'hanno sperimentato e che potrebbero correre dietro quei canti di sirena". E ha continuato senza mai dimenticare il suo richiamo contro la cultura dello scarto. Francesco si è appellato perché non si dimentichi "la delicata attenzione agli esclusi, alle minoranze, per allontanare dai nostri ambienti e dalle nostre culture la possibilità di annientare l'altro, di emarginare, di continuare a scartare chi ci dà fastidio e disturba le nostre comodità".

Nel pomeriggio, poi, il passaggio più commovente, la visita al Museo che ha in sé la cristallizzazione del male. Dopo aver girato quelle stanze del terrore e dell'orrore, in una preghiera, Bergoglio ha ricordato quelle mura "che ricordano le sofferenze vissute da tanti figli di questo popolo. Lituani e provenienti da diverse nazioni hanno sofferto nella loro carne il delirio di onnipotenza di quelli che pretendevano di controllare tutto". Il Papa ha poi chiesto al mondo "il coraggio di impegnarci con determinazione nel presente e nel futuro" per "non adeguarci alle mode del momento, agli slogan semplificatori, e ad ogni tentativo di ridurre e togliere a qualsiasi persona la dignità".
 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata