La sede della Nunziatura apostolica di via Po, a Roma
Ossa in Nunziatura, Pietro Orlandi incontra i pm: "Almeno 8 giorni per i risultati del dna"

Secondo 'Chi l'ha visto?' "i resti non possono essere della moglie del custode Pino che ha alloggiato nell'edificio, all'interno di Villa Giorgina a Roma, perché lei non è scomparsa"

"Gli esami sulle ossa sono iniziati oggi, lunedì 5 novembre, ce lo ha detto il procuratore. È presto per avere certezza sul dna, occorrono almeno otto-dieci giorni". Così Pietro Orlandi, fratello di Emanuela la giovane scomparsa nel 1983 a Roma, che nella mattinata, accompagnato dalla sua legale Laura Sgrò, ha incontrato i magistrati che indagano sulle ossa trovate in una dependance della Nunziatura Apostolica di via Po, a Roma. "Vogliamo capire chi per primo ha associato questa vicenda a quella di mia sorella. Anche su questo attendiamo risposte dagli inquirenti", ha concluso. 

Venerdì 26 ottobre, sotto il pavimento della Nunziatura Apostolica a Roma, sono stati trovati i resti di due persone diverse: uno scheletro, che dalle prime ricostruzioni pare appartenga a una donna, e dei frammenti ossei. Se collegare i nuovi ritrovamenti a Emanuela Orlandi e Mirella Gregori sia stata solo una suggestione investigativa, dovranno spiegarlo gli inquirenti e il Vaticano.

Intanto, secondo fonti di 'Chi l'ha visto?' - spiega la trasmissione tv in una nota - A sostegno dell'ipotesi si era anche parlato di frequenti litigi fra i due che avrebbero potuto degenerare addirittura in un omicidio".

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