"Ossa in Nunziatura sono di una persona adulta". Famiglia Orlandi: "Aspettiamo il dna"

Gli inquirenti hanno trovato altri frammenti negli stessi ambienti in cui erano avvenuti i precedenti ritrovamenti

Le ossa trovate nella sede della Nunziatura Apostolica di via Po, a Roma, con tutta probabilità sono di una persona adulta e si tratterebbe di un solo scheletro. La notizia, che si apprende da fonti medico legali, nega, almeno per ora, la possibilità che i resti appartengano a Emanuela Orlandi o Mirella Gregori, le due adolescenti scomparse nei primi anni Ottanta. Certo è che bisognerà attendere la prova del dna ed altri esami per avere certezza di età e sesso. Anche perché in assenza della sinfisi pubica (parte del bacino), è impossibile stabilire senza ulteriori indagini se si tratti di un uomo o una donna. Proprio per questo la famiglia Orlandi fa sapere di attendere esiti certi senza rincorrere le notizie che di giorno in giorno si susseguono mentre gli inquirenti sono al lavoro.

Lo scheletro è uno solo, eccezion fatta per due piccolissimi frammenti ancora da valutare e che forse risalgono a periodi precedenti alla struttura principale, ed è privo degli arti inferiori.

Gli agenti di squadra mobile e polizia scientifica si sono recati per un nuovo sopralluogo nella Villa Giorgina della Nunziatura Apostolica, dove sono state ritrovate le ossa la scorsa settimana. Gli inquirenti hanno recuperato altri resti utili all'identificazione, in particolare alcuni frammenti di cranio e della mandibola. Le ossa raccolte sono state pulite e inviate in parte al laboratorio di genetica forense, dove verrà esaminato il dna, e in parte nelle strutture dove si stabilirà l'età della persona e quando è morta. Per quest'ultima operazione, fondamentali saranno le porzioni di terreno estratte dal luogo del ritrovamento, di cui verranno esaminate le caratteristiche fisico-chimiche e come abbiano influito sul deterioramento delle ossa.

Pietro Orlandi, fratello di Emanuela, si è recato di nuovo in procura per incontrare, insieme al legale Laura Sgrò, i magistrati responsabili dell'inchiesta. "Gli elementi emersi finora mi portano a pensare che questa persona sia stata messa lì in un periodo successivo alla morte, e il fatto che lo scheletro non sia completo, e che non abbia vestiti né altri oggetti, avvalora questa ipotesi - ha detto Orlandi - Siamo ancora in attesa dell'esito di queste analisi che ci diranno il sesso sul quale ancora non c'è alcuna certezza". 

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