Luciano Garofano
Garofano (Ris): "Logico il collegamento col caso Orlandi. Dna in due o tre giorni"

Il generale (per decenni al comando del Reparto Investigazioni Scientifiche) spiega tempi e modalità dell'indagine: "Pensare alla ragazza scomparsa 40 anni fa è doveroso"

"Quando si ritrovano dei resti umani in edifici di pertinenza del Vaticano, il collegamento immediato con la scomparsa di Emanuela Orlandi è doveroso, visto che l'omicidio non si prescrive mai". A commentare con LaPresse il ritrovamento di uno scheletro e di alcune ossa sotto il pavimento della Nunziatura Apostolica a Roma è Luciano Garofano, generale in congedo dei carabinieri, che è stato a capo del Ris di Parma. Alle spalle, una lunga carriera in cui si è dovuto confrontare con i più inquietanti fatti della cronaca nera italiana, dalla strage di Erba al delitto di Cogne.

Spera che si riapra una pista per il caso Orlandi?
"Stabiliamo intanto di chi siano questi resti. Visto che il mistero di Emanuela Orlandi transita attraverso il Vaticano, non possiamo escludere nulla".

Quali sono i tempi delle indagini in casi come questi?
"La cosa più a portata di mano è stabilire la compatibilità del Dna con Emanuela e Mirella Gregori. Il che si potrebbe già sapere, se i laboratori hanno lavorato subito. Ci sono vincoli formali da rispettare e che rallentano i tempi, ma in 2-3 giorni la verifica si può fare, se le ossa sono conservate in buono stato".

Dall'esame visivo è possibile stabilire approssimativamente l'età della persona defunta?
"L'esame visivo dà delle informazioni importanti sull'età dei resti, ma anche su eventuali lesioni che possano far supporre violenze subìte o addirittura la causa della morte".

Si può capire se si tratta di ossa 'antiche' o se si può parlare di poche decine di anni fa?
"Per quanto riguarda la datazione dei resti, è opportuno utilizzare il Carbonio14, diversamente è difficile capire l'epoca in cui queste ossa siano state deposte. Molto dice l'eventuale presenza di brandelli di tessuto umano o addirittura di abiti indossati, sono tracce significative. Ma certamente sono più affidabili gli approfondimenti strumentali"

Quali sono i prossimi passi per la scientifica?
"Estratto il Dna, si analizza, si amplifica, si confronta con quello della famiglia. È questo l'aspetto più urgente e interessante: dopo ci si può dedicare al resto".

Quanto può essere complicato collaborare con la giustizia vaticana?
"In 40 anni di servizio non mi è mai capitato di dover collaborare con il Vaticano, ho lavorato con procure di diversi Paesi, ma mai con la Santa Sede. Mi è sembrato che ci sia stata una grande prontezza nella cooperazione. Questo Papa, d'altra parte, si è dimostrato più disponibile di quelli passati sulla vicenda Orlandi. In questo momento difficile per la Chiesa, tergiversare sarebbe stato negativo".


 

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