Migranti, Papa Leone XIV a Gran Canaria: “La Chiesa non resti muta, Cristo è in coloro che sbarcano”

Migranti, Papa Leone XIV a Gran Canaria: “La Chiesa non resti muta, Cristo è in coloro che sbarcano”
Papa Leone XIV a Gran Canaria, Alejandro Barrosa / ACFI / Europa Press 06/11/2026 (Europa Press via AP)

Il Pontefice ha benedetto una croce di legno realizzata con assi di una piroga arrivata sulle coste dell’isola

Papa Leone XIV è arrivato al molo di Arguineguín, a Gran Canaria, noto come il ‘molo della vergogna‘ e simbolo della crisi migratoria del 2020. E’ accompagnato dal premier spagnolo Pedro Sanchez. Dopo le parole di benvenuto del Vescovo dell’arcipelago, seguiranno le testimonianze di un soccorritore marittimo, Tito Villarmea, di una volontaria della Caritas, María Reyes Aleman Cruz, di una vittima di tratta di esseri umani e di un’imprenditrice latino-americana, María Fernanda López Meza. Il Pontefice ha benedetto una croce di legno realizzata con assi di una piroga arrivata sulle coste dell’isola. Prevost ha poi lanciato una corona di fiori in acqua. Anche Papa Francesco aveva lanciato in acqua corone di fiori a Lesbo e Lampedusa.

“La Chiesa non può rimanere muta”

La Chiesa non può rimanere muta di fronte a coloro che sono abbandonati alle acque” del mare, “la Chiesa non può ignorare queste acque, né alcun luogo dove la fame, la sete, la violenza, la paura o l’esilio continuano a ferire la dignità umana”. Lo ha detto Papa Leone XIV incontrando Migranti, volontari e soccorritori al molo di Arguineguín, a Gran Canaria, noto come il ‘molo della vergogna’ e simbolo della crisi migratoria del 2020.

“Cristo è in chi sbarca, segnato da paura e violenza”

“Oggi, in riva al mare, la Parola diventa concreta: qui giungono tante vite ferite, spogliate di quasi tutto, ma mai, mai, della loro dignità. Qui il Vangelo ci strappa dal posto comodo dello spettatore e ci pone di fronte al fratello che arriva. Ci chiede se abbiamo saputo riconoscere Cristo in coloro che sbarcano segnati dalla paura, dalla fame e dalla violenza, dopo il deserto, la notte e il mare”. “Cari Migranti: prima di dirvi qualsiasi altra parola, voglio inchinarmi davanti alla vostra dignità. Non siete numeri, né fascicoli! Siete persone con una famiglia e una casa che vi siete lasciata alle spalle, con sogni che nessuno ha il diritto di disprezzare”.

“In mare si aggirano mostri della mafia e dell’indifferenza”

“Nel linguaggio biblico, il mare può essere immagine di minaccia, oscurità e caos. Lì compaiono il Leviatano” e “Rahab” e “anche oggi esistono mostri che si aggirano in questi mari: mafie che trafficano nella disperazione, trafficanti che riducono in schiavitù donne e bambini e l’indifferenza di molti che permette i poveri siano inghiottiti dallo sfruttamento o dall’oblio”. Il dramma dei Migranti “deve diventare un esame di coscienza: per le nazioni di origine, che devono creare condizioni di pace, giustizia e sviluppo, per le nazioni di transito, chiamate a proteggere e a non lasciare i deboli nelle mani di reti criminali, per l’Europa, che non può proclamare la dignità umana e abituarsi a che il Mediterraneo e l’Atlantico siano cimiteri senza lapidi, per la comunità internazionale, chiamata a una cooperazione efficace e perseverante”.

Non possiamo abituarci a contare i morti. La dignità umana non ha passaporto, né perde valore quando attraversa una frontiera”. Rivolgendosi ai Migranti il Papa ha affermato che la loro vita deve “essere protetta” e li ha esortati a “non consegnare” la loro esistenza ai trafficanti. “Non credete a chi promette paradisi facili, in cambio del vostro corpo, del denaro, del silenzio o della vostra libertà. Quelle false promesse sono ‘canti delle sirene’, sono industrie di morte”, ha avvertito. Il Pontefice nel suo discorso ha sottolineato che “ogni vita umana è una benedizione di Dio. Nessuno può comprarla, venderla, usarla o scartarla”. Rivolgendosi alle donne vittime di tratta e di sfruttamento, Leone XIV, ha detto: “se altri hanno dato un prezzo al tuo corpo, Dio non ha mai smesso di guardarti come una persona di valore inestimabile”. “La tua vita”, ha aggiunto, “appartiene a Dio e conserva una dignità che nessuno può strapparti”.

“Non basta gestire arrivi e rafforzare frontiere”

Non basta gestire gli arrivi, distribuire cifre, rafforzare le frontiere o lamentare le morti quando sono già avvenute. Ogni barca che arriva non porta solo Migranti, porta con sé una domanda: che mondo abbiamo costruito, se tanti fratelli devono rischiare la morte per cercare la vita?”. Il Pontefice ha rimarcato che “la dignità umana esige vie legali e sicure, soccorso e assistenza, cooperazione reale contro i trafficanti, protezione effettiva delle vittime, processi seri di accoglienza e integrazione, e politiche che permettano a ogni persona di vivere con dignità nella propria terra”. Leone XIV ha rimarcato però che “se esiste il diritto di cercare rifugio quando la vita è minacciata, esiste anche il diritto di non dover migrare: il diritto di rimanere nella propria casa senza fame, senza guerra, senza persecuzioni, senza violenza, senza che la terra diventi inabitabile, senza che la corruzione rubi il pane ai poveri, senza che le armi distruggano il futuro dei bambini”.

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