Governo, Brunetta(Fi): Primo risultato annunci è peggioramento quadro finanza

Roma, 4 set. (LaPresse) - "Il recente peggioramento del quadro macroeconomico e il forte aumento dei rendimenti d'emissione registrati nelle ultime aste dei titoli di Stato per effetto della perdita di fiducia nell'economia italiana da parte degli investitori esteri e dalla revisione al ribasso delle aspettative di crescita da parte di famiglie e imprese sta già producendo enormi danni ai nostri conti pubblici. Per il solo fatto che il tasso di crescita del Pil 2018 è stato rivisto al ribasso all'1,1-1,2% dalle principali agenzie internazionali, dall' +1,5% stimato nell'ultimo DEF e che le spese per interessi sul debito sono aumentate, il Governo non sarà in grado di rispettare il rapporto deficit/Pil obiettivo, che per il 2018 è stato fissato all'1,6% e il rapporto debito/Pil, fissato al 130,8%. Il primo indicatore dovrebbe, infatti, aumentare e portarsi vicino alla soglia del 2,0%, provocando, di conseguenza, un aumento anche del secondo, che dovrebbe salire oltre il 131,0%". Lo afferma, in una nota, Renato Brunetta, deputato di Forza Italia "Il primo risultato ottenuto dai continui annunci fatti dal Governo in carica, ai quali però non è ancora seguita nessuna azione concreta, è quello, quindi, di aver fatto peggiorare nettamente il quadro di finanza pubblica 2018-2019-2020, interrompendo il percorso di aggiustamento concordato con la Commissione Europea che prevede, lo ricordiamo, il raggiungimento del pareggio di bilancio nel 2020 - ha aggiunto - Obiettivo, quest'ultimo, che, per come si sono messe le cose, diventa ora impossibile".

"Ma c'è un altro effetto negativo che il peggioramento della congiuntura economica provocherà anche nel 2019. Per l'anno prossimo, infatti, il DEF di maggio ha previsto un rapporto deficit/Pil in discesa allo 0,8%. Per effetto della revisione al ribasso del tasso di crescita del Pil per il 2018 e 2019 e per il forte aumento delle spese per interessi sul debito, che, solo nel 2019, dovrebbero aumentare di ben 5 miliardi di euro, è automatico che tale rapporto, in assenza di una manovra correttiva, sin da quest'anno, non verrà raggiunto. Considerando, inoltre, che il Governo ha promesso di sterilizzare l'intero ammontare delle clausole di salvaguardia relative all'aumento dell'Iva (12,4 miliardi) e che vi sono delle spese obbligatorie da finanziare (almeno 3,5-4 miliardi), il rapporto deficit/Pil, anche per il prossimo anno, considerando l'effetto trascinamento del 2018 sul 2019, si attesterebbe già al 2,0%, ben al di sopra, quindi, dell'obiettivo dello 0,8%. Tutto questo a condizione che la Commissione Europea conceda il suo benestare a questo doppio sfondamento e che il governo non finanzi un solo euro del suo programma elettorale, comprendente reddito di cittadinanza, flat tax e controriforma della Legge Fornero", ha concluso.

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