Roma, 6 feb. (LaPresse) – “In ordine alla sussistenza del fatto contestato, gli esiti dibattimentali non offrono indizi gravi, precisi e concordanti sulla base dei quali possa ritenersi provata, oltre ogni ragionevole dubbio, la commissione in concorso da parte degli imputati della condotta omicidiaria contestata. Come già ampiamente esaminato, numerosi elementi indiziari, costituenti dei tasselli fondamentali dell’impianto accusatorio del pm, non sono risultati sorretti da sufficiente e convincente compendio probatorio”. Queste le motivazioni della sentenza del 15 luglio 2022, dei giudici della Corte d’Assise di Cassino, con cui sono stati assolti i cinque imputati del procedimento legato all’omicidio di Serena Mollicone, del 2001.

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