Roma, 5 dic. (LaPresse) – “Mentre Lamberto Giannini parlava, riflettevo che quando avvengono eventi luttuosi gravi di questo genere tutti quanti noi nel Paese pensiamo naturalmente subito alle vittime. Ma poi il pensiero prevalente è sugli effetti pubblici, sulla vita sociale. Quello di riportare l’attenzione sulle conseguenze umane, personali, dirette dei familiari, è il modo più efficace per non far perdere la memoria, che non si è affatto attenuata. Trent’anni non sono pochi. Ma ogni anno il ricordo è sempre con lo stesso valore e intensità che c’era nei primi giorni”. Così il presidente dell Repubblica, Sergio Mattarella, rivolgendosi al capo della Polizia Lamberto Giannini e ai familiari delle vittime e superstiti delle stragi di Capaci e di via D’Amelio, ricevuti oggi al Quirinale.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata