Torino, 25 gen. (LaPresse) – Quello dell’energia “è un tema di cui è difficile parlare, è un tema fortemente divisivo nelle democrazie: fossili o rinnovabili, petrolio o solare, sei di destra o sei di sinistra, repubblicano o democratico, divide tutta Europa. È difficile parlarne senza litigare perciò per non litigare abbiamo bisogno di unità nazionale”. “L’Europa – spiega Tabarelli – dipende intorno al 40% per il gas dalla Russia, l’Italia è intorno al 30-35%, dipende dai riferimenti che prendiamo. Anche per l’Italia la Russia è il primo fornitore di gas” a cui si aggiunge la dipendenza per alimentare il sistema elettrico e “il principale importatore” è sempre Mosca. Per noi questo “è l’elemento di maggiore delicatezza della crisi in Ucraina. Perché dall’Ucraina passa circa la metà del gas che arriva in Europa, prima attraverso il confine tra Austria e Repubblica Slovacca e poi da lì arriva a Tarvisio”. “La guerra con l’Ucraina – spiega – è la causa principale, se non l’unica, del forte aumento dei prezzi che c’è stato nell’ultimo anno. Un anno fa avevamo avuto una cosa stranissima, una fiammata verso i 40 euro, durata pochi giorni, e poi si era tornati verso i 20-25. Oggi invece è ai 90. Ed è la causa del forte aumento dei prezzi del gas le famiglie, per le imprese, è la causa del forte aumento dei prezzi dell’elettricità della produzione e al consumo. È uno shock energetico, è una crisi energetica a tutti gli effetti che riguarda tutta l’Europa, non solo l’Italia, ma che non riguarda gli Stati Uniti, dove il prezzo del gas era intorno ai 14 euro stamattina e, infatti, stanno esportando tantissimo verso l’Europa”.

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