Roma, 3 dic. (LaPresse) – La famiglia è stata strategica nel farsi carico di bisogni sociali ad alta complessità, integrando o addirittura sostituendo il welfare pubblico. Al netto di un impegno finanziario dello Stato che non è mai mancato (nel periodo 2010-2020 i trasferimenti sociali sono aumentati del 26,1% in termini reali e del 79,2% se si escludono i trasferimenti pensionistici), il protagonismo delle famiglie è evidente: 8,9 milioni di over 65 anni contribuiscono economicamente alle famiglie di figli e nipoti, di cui 2,9 milioni lo fanno regolarmente; 6,8 milioni di giovani ricevono soldi da genitori e nonni, di cui 2 milioni regolarmente.Così il Censis nel 55esimo rapporto. Non a caso, il 72,8% degli italiani è convinto che per realizzarsi nella vita, compiere quei passaggi decisivi che segnano l’ingresso nell’età adulta, come acquistare una casa o mettere su un proprio nucleo familiare, conta soprattutto l’aiuto economico della famiglia d’origine, ovvero la disponibilità di immobili, proprietà, risparmi, che fanno sentire con le spalle coperte. È un’idea molto radicata anche tra i laureati (69,7%) e tra i giovani (66,3%)

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