Torino, 2 dic. (LaPresse/AP) – Lo sospensione della Wta allo svolgimento dei tornei in Cina a causa della preoccupazione per le condizioni di Peng Shuai potrebbe estendersi oltre il 2022. E’ lo scenario prospettato dal presidente e Ceo della Women’s Tennis Association Steve Simon all’Associated Press. “Siamo fiduciosi” ma “preparati, se la situazione continua così, a non essere operativi in quella regioni”, ha spiegato Simon ad AP in una videochiamata dalla California. La decisione di sospendere tutti i tornei in Cina ed Hong Kong è arrivata con il supporto del Consiglio d’Amministrazione della Wta, delle tenniste, dei tornei e degli sponsor. “Il nostro approccio e le nostre richieste alle autorità sono coerenti e restano quelle – ha proseguito Simon – Vorremmo avere una nostra chiamata con Peng e sentirci tranquilli sul fatto che sia veramente al sicuro e libera e che non sia stata censurata, intimidita o qualcosa del genere. Non siamo ancora riusciti ad avere questa conversazione per sapere che ciò che stiamo vedendo non è stato orchestrato. La seconda questione è che vogliamo una indagine completa e trasparente, senza alcun tipo di censura, sulle accuse che sono state rivolte”. Il riferimento è alle accuse mosse da Peng, di cui non si hanno avuto più notizie per qualche settimana dopo aver denunciato pubblicamente di aver subito molestie sessuali da parte dell’ex vicepremier cinese Zhang Gaoli. Simon ha precisato che i tornei potrebbero ancora essere svolti in Cina – che generalmente ne organizza dieci all’anno – qualora il governo del paese andasse incontro alle sue richieste. In caso contrario gli eventi potrebbero essere spostati in altri paesi, come avvenuto già quest’anno a causa delle restrizioni per il Covid. “Non li abbiamo ancora cancellati, ma siamo pronti ad arrivare a questo punto – ha concluso il Ceo della Wta – E a un certo momento ci chiederemo, ‘fin dove arriverà la cancellazione? Solo per il 2022? E per il futuro?’ Tutte queste domande arriveranno lungo la strada”.

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