Roma, 26 ott. (LaPresse) – Un botta e risposta, duro, davanti agli occhi dei cronisti. È quello che è andato in scena questa sera, al termine della conferenza dei capigruppo del Senato, che ha deciso di lasciare invariato il calendario e mandare in aula domattina alle 9.30 il ddl Zan, per il mancato accordo tra le forze politiche e un impasse sul decreto Incendi. Protagonisti sono i presidenti dei gruppi di Pd, Simona Malpezzi, Gruppo Misto, Loredana De Petris (Leu) e della Lega, Massimiliano Romeo. Il primo a incrociare la stampa è proprio l’esponente del Carroccio, visibilmente alterato: “Noi avevamo dato la disponibilità ad aspettare, ma hanno detto di no e per noi va benissimo domani”, dice a proposito della richiesta di rinviare la discussione su entrambi i provvedimenti al 3 novembre, che gli altri gruppi hanno respinto. Subito dopo è il turno dei dem: “Si mantiene il calendario previsto, nonostante l’apertura che il Pd, insieme a Cinquestelle e Leu, avevano fatto chiedendo però di togliere la ‘tagliola’ del non passaggio agli articoli, che uccide il provvedimento – spiega Malpezzi -. Ma le richieste sono state tutte rispedite al mittente perché, evidentemente, la volontà di mediare da parte loro non c’è mai stata. E lo dimostra quello che faranno anche domani con le due presentazioni di non passaggio agli articoli da parte di Lega e FdI, votate però convintamente anche da FI, che non mi sembra ritenga un problema se il provvedimento non dovesse passare. A noi dispiace molto perché c’era una bella opportunità di lavorare insieme, ma non c’è stata voglia di trattare”. (Segue)

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