Città del Vaticano, 24 ott. (LaPresse) – “La mia preghiera è ‘sostanziosa’, mette a nudo il cuore davanti al Signore? Gli porto la storia e i volti della mia vita? Oppure è anemica, superficiale, fatta di rituali senza affetto e senza cuore? Quando la fede è viva, la preghiera è accorata: non mendica spiccioli, non si riduce ai bisogni del momento. A Gesù, che può tutto, va chiesto tutto”. Lo ha detto Papa Francesco prima della recita dell’Angelus. “Egli – ha aggiunto – non vede l’ora di riversare la sua grazia e la sua gioia nei nostri cuori, ma purtroppo siamo noi a mantenere le distanze, per timidezza, pigrizia o incredulità”.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata