Prato, 13 ott. (LaPresse) – In definitiva, la falsa documentazione prodotta avrebbe consentito di indurre in errore il personale dell’Ufficio Immigrazione delle competenti questure, il quale – riscontrata in assoluta buona fede la formale rispondenza della documentazione esibita ai requisiti essenziali previsti per legge in materia di adeguata capacità reddituale – ha concesso il richiesto rinnovo del permesso di soggiorno.

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