Milano, 22 set. (LaPresse) – Le organizzazioni criminali “da sempre impegnate nel mercato della contraffazione, con una leadership consolidata in ambito internazionale, hanno intravisto in quello dei farmaci un potenziale settore da poter inquinare con la produzione di beni contraffatti approfittando della difficile tracciabilità anche negli approvvigionamenti soprattutto dei dispositivi di protezione individuale e di prodotti medicali, farmaceutici e parafarmaceutici”. È quanto si legge nella relazione semestrale della Dia.

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