Roma, 19 set. (LaPresse) – Un aumento delle tensioni interne alla Nato “ci sarà” ma che si possa arrivare a una distruzione dell’Alleanza atlantica “mi sembra spingere la questione troppo oltre”. Lo ha detto a LaPresse Gianluca Pastori, ricercatore associato dell’Ispi e docente all’Università Cattolica, commentando le parole del ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian secondo cui la crisi dei sottomarini peserà sul futuro dell’Alleanza atlantica. “Molti membri della Nato hanno interesse ad avere un rapporto forte con gli Usa e non si sentono minacciati dalla partnership Aukus” siglata da Washington, Londra e Canberra, ha spiegato Pastori, “probabilmente alcuni stati si schiereranno al fianco di Parigi ma bisogna capire fino a che punto. Paesi come la Germania e l’Italia non hanno apprezzato quello che è successo nei giorni scorsi perchè ha rappresentato un segno di disinteresse degli Usa nei confronti dell’Europa, ma si tratta di capire fino a che punto la Francia si vorra spingere”. Il ritiro degli ambasciatori francesi da Usa e Australia “è una mossa diplomaticamente forte ma simbolica”, ha detto il professore, “bisogna vedere se a questa seguiranno iniziative concrete da parte della Francia”.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata