Milano, 18 set. (LaPresse) – “Il cristianesimo dev’essere sempre umano e umanizzante, riconciliare differenze e distanze trasformandole in familiarità, in prossimità. San Paolo VI amava citare la massima di Terenzio: ‘Sono uomo, niente di ciò ch’è umano lo stimo a me estraneo’. L’incontro tra Pietro e Cornelio risolse un problema, favorì la decisione di sentirsi liberi di predicare direttamente ai pagani, nella convinzione – sono le parole di Pietro – ‘che Dio non fa preferenza di persone’. In nome di Dio non si può discriminare”. Così Papa Francesco nel suo discorso nell’udienza con i fedeli della Diocesi di Roma nell’Aula Paolo VI precisando che “non possiamo capire la ‘cattolicità’ senza riferirci a questo campo largo, ospitale, che non segna mai i confini”.

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