Kabul (Afghanistan), 18 set. (LaPresse/AP) – Le scuse non sono abbastanza per i sopravvissuti afghani all’attacco statunitense che ha ucciso 10 membri della loro famiglia, tra cui sette bambini. Emal Ahmadi, la cui figlia Malika di 3 anni è stata uccisa il 29 agosto, quando il missile Hellfire degli Stati Uniti ha colpito l’auto del fratello maggiore, ha detto sabato all’Associated Press che la famiglia chiede a Washington di indagare e punire i responsabili. “Non è abbastanza per noi chiedere scusa”, ha detto Ahmadi, “Gli Stati Uniti dovrebbero trovare i responsabili”. L’uomo ha affermato che la famiglia sta anche cercando di ottenere un risarcimento finanziario per le perdite subite e ha chiesto che diversi membri siano trasferiti in un Paese terzo, senza specificare quale.

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