Roma, 14 set. (LaPresse) – “Dopo il trauma della pandemia, l’economia mondiale è di nuovo in crescita. Tuttavia, la ripresa non coinvolge tutti allo stesso modo. Secondo le previsioni più recenti, la maggior parte dei Paesi del G20 recupererà il terreno perduto durante la crisi sanitaria entro il 2022. Questo non avverrà per due terzi degli Stati più fragili. Le conseguenze per i più poveri rischiano di essere drammatiche”. Così il premier Mario Draghi intervenendo alla Cerimonia conclusiva del G20 Interfaith Forum 2021. “Secondo la FAO, a causa la pandemia ci sono oltre 150 milioni di persone denutrite in più – continua –  Il G20 ha promosso un pacchetto di misure per sostenere le economie in via di sviluppo, che coinvolge il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale. Abbiamo raggiunto un accordo per facilitare la ristrutturazione del debito per i Paesi eccessivamente indebitati. C’è ancora molto lavoro da fare per aumentare le risorse, per coinvolgere i creditori privati che non partecipano a questa intesa, la quale per ora ha beneficiato un numero esiguo di Paesi. Occorre vigilare sugli impegni già presi ed essere pronti a prenderne di più coraggiosi”.

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