Roma, 9 set. (LaPresse) – “Viene fin da subito in rilievo il tono perentorio impiegato dall’indagato Bianchi di Castelbianco all’interno degli uffici ministeriali intimando ai presenti ai presenti di non utilizzare il telefono o comunque a non parlare al telefono, confermando in tal modo il peso rivestito da costui all’interno del dipartimento del quale mostrava di averne il controllo”. È quanto si legge nell’ordinanza firmata dal gip di Roma, Annalisa Marzano, con cui ha disposto l’arresto dell’editore dell’agenzia di stampa ‘Dire’, con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta su alcuni appalti affidati dal ministero dell’Istruzione, per cui nel registro degli indagati è finita anche la dirigente del Mi, Giovanna Boda, mentre due collaboratori dell’imprenditore sono stati posti ai domiciliari. Nel provvedimento è scritto ancora: “Le testimonianze potrebbero essere seriamente condizionate dalle pressioni esercitate da Bianchi di Castelbianco ove costui permanga in libertà”.

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