Roma, 9 set. (LaPresse) – “L’intervento dell’autorità giudiziaria con le perquisizioni del 13 aprile 2021 ha svelato la dimestichezza con la quale Bianchi di Castelbianco si muoveva con i correi per impostare la sua difesa e per predisporre tutta la documentazione volta a smentire le accuse. Ha svelato altresì come e quanto l’imprenditore sia addentro al Dipartimento del ministero per l’Istruzione diretto da Boda. Infatti, giova al riguardo prestare lo sguardo al dinamismo operativo del Bianchi che non conosceva soste neanche con il drammatico evento che vedeva la Boda protagonista del gesto estremo di lanciarsi da un balcone”. È quanto si legge nell’ordinanza firmata dal gip di Roma, Annalisa Marzano, con cui ha disposto l’arresto dell’editore dell’agenzia di stampa ‘Dire’, con l’accusa di corruzione nell’ambito dell’inchiesta su alcuni appalti affidati dal ministero dell’Istruzione, per cui nel registro degli indagati è finita anche la dirigente del Mi, Giovanna Boda, mentre due collaboratori dell’imprenditore sono stati posti ai domiciliari. “Orbene – continua il documento -, questa drammatica vicenda non frenava Bianchi il quale, avvalendosi sempre della preziosa collaborazione di Franco e Condoleo, ha continuato a mantenere rapporti privilegiati ed affaccendati all’interno del Dipartimento del ministero dell’Istruzione”.

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