Roma 9 set. (LaPresse) – L’11 settembre 2001 “fummo presi tutti alla sprovvista. All’inizio pensammo a una fake news o a qualche altro tipo di evento. Poi, ci mettemmo in contatto con la Situation Room della Casa Bianca e ci confermarono che si trattava di un attentato. Era qualcosa di inimmaginabile”. Lo ha detto a LaPresse Giovanni Castellaneta, ambasciatore italiano negli Usa dal 2005 al 2009, a vent’anni dagli attentati terroristici alle Torri Gemelle e al Pentagono. All’epoca “ero consigliere diplomatico del presidente del Consiglio, era una giornata di sole, passeggiavo sotto Palazzo Chigi quando mi chiamarono parlando di due aerei. Erano circa le 15, un orario in cui tutto il mondo è sveglio. Il prima aereo” contro le Torri Gemelle “poteva sembrare un errore di pilotaggio. Poi il secondo è stata la conferma più eclatante”, racconta Castellaneta, a quel punto “in Italia abbiamo creato dal nulla un centro di reazione rapida, abbiamo dato l’allarme, si sono alzati i cacciabombardieri, la polizia era in allerta”. La situazione “è stata gestita in maniera encomiabile, tutto è stato fatto su base estemporanea e si è svolto bene con la guida e il coordinamento del governo”.

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