Roma, 29 ago. (LaPresse) – Tra gli afgani rimasti di fatto bloccati a Kabul c’è anche un gruppo di 81 studentesse iscritte ai corsi dell’università ‘La Sapienza’ di Roma. Con alcune di loro sono presenti alcuni loro bambini, che portano il computo totale a 90 persone. “Purtroppo sono arrivati a Kabul qualche ora prima” dell’attentato all’aeroporto, spiega Bruno Botta, prorettore agli affari internazionali dell’università ‘La Sapienza’ di Roma, ai microfoni del Gr1, su Rai Radio1. “A questo punto tutto è diventato molto più complicato – aggiunge -. Ora attendiamo che qualcosa avvenga”. Botta dice di essere “molto preoccupato per le ragazze e i ragazzi, ma in particolare erano quasi tutte ragazze che vengono da Herat e hanno affrontato un lungo viaggio” e se fossero costrette a tornare indietro “diventerebbe molto problematico per loro e la loro sicurezza”. (Segue)

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