Milano, 26 ago. (LaPresse) – “Quando Pangea ha cominciato a lavorare nel 2003 in Afghanistan le donne ci dicevano ‘Io non esisto’. Oggi ci dicono ‘Io sono un’impreditrice, io ho dei diritti’. Avevano fatto un percorso di emancipazione e indipendenza economica e sociale. Man mano ogni giorno i talebani tolgono dei diritti, dalle classi miste alla possibilità di lasciare il Paese. C’è il timore di tornare in pochi giorni indietro di vent’anni”. Così a LaPresse Silvia Redigolo, responsabile comunicazione e marketing della Fondazione Pangea, Onlus con sede a Milano attiva dal 2003 in Afghanistan, dove a Kabul ha attivato un circuito di microcredito rivolto alle donne, integrato con servizi di tipo educativo e sociale.

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