Roma, 24 ago. (LaPresse) – “Prendendo spunto dall’immagine utilizzata dall’Apocalisse nella prima pagina che abbiamo ascoltato nel descrivere la città futura, possiamo spingere lo sguardo su queste ‘terre mosse’ dell’Appennino che, dopo anni di incertezza e di ritardo, sembrano avviate finalmente alla loro ricostruzione. Ora che la ricostruzione è partita, però, ci si accorge che non basta ri-costruire. Occorre, ancor prima, ‘costruire’ un nuovo rapporto tra l’uomo e l’ambiente. Non limitarsi, cioè, a riprodurre le forme del passato, ma lasciarsi provocare dalla natura, che è creativa e aperta al futuro”. Lo ha detto nell’omelia della messa in corso al campo sportivo di Amatrice in ricordo delle vittime del sisma 2016 il vescovo di Rieti, monsignor Domenico Pompili.

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