Firenze, 5 ago. (LaPresse) – “Con la sua condotta l’imputato ha impedito l’accertamento della malattia, avendo omesso il primo necessario atto” col quale sarebbe stato possibile avviare un altro iter diagnostico, in grado di salvare la vita dell’ex capitano viola. Lo dice il gup di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti, nella sentenza con la quale ha condannato a un anno (pena sospesa) il medico sportivo Giorgio Galanti, accusato di omicidio colposo per la morte del calciatore della Fiorentina Davide Astori, trovato morto la mattina del 4 marzo 2018 nella camera dell’albergo nel quale alloggiava con la squadra a Udine. Astori, secondo i medici legali, morì per un arresto cardiaco, dovuto a una cardiomiopatia aritmogena.

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