Roma, 1 ago. (LaPresse) – “Non basta cercare Dio, bisogna chiedersi anche il motivo per cui lo si cerca. Ecco allora una prima domanda che possiamo farci: perché cerchiamo il Signore? Quali sono le motivazioni della nostra fede? Abbiamo bisogno di discernere questo, perché tra le tante tentazioni ce n’è una che potremmo chiamare tentazione idolatrica. È quella che ci spinge a cercare Dio a nostro uso e consumo, per risolvere i problemi, per avere grazie a Lui quello che da soli non riusciamo a ottenere. Ma in questo modo la fede rimane superficiale e miracolistica: cerchiamo Dio per sfamarci e poi ci dimentichiamo di Lui quando siamo sazi”. Così Papa Francesco all’Angelus. “Al centro di questa fede immatura non c’è Dio, ci sono i nostri bisogni, i nostri interessi. È giusto presentare al cuore di Dio le nostre necessità, ma il Signore, che agisce ben oltre le nostre attese, desidera vivere con noi anzitutto una relazione d’amore. E l’amore vero è disinteressato, è gratuito: non si ama per ricevere un favore in cambio”, sottolinea.

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