Bruxelles, 29 lug. (LaPresse) – Non è compito della Commissione europea mettere in discussione il trattato dell’Ue, che prevede tra i criteri di convergenza il mantenimento del debito pubblico al di sotto del 60% del Pil e un deficit sotto il 3%, ma piuttosto l’Ue dovrebbe proporre riforme di legge per cercare di riflettere la realtà post-pandemia, incluso l’aumento degli oneri medi del debito pubblico dell’Eurozona al 100% del Pil. Lo ha detto il commissario Ue all’Economia, Paolo Gentiloni, in un’intervista al Financial Times. Il responsabile della politica economica dell’esecutivo di Bruxelles ha poi affermato che occorre cercare una crescita duratura. Si dovrebbe “tornare a una situazione da bassa inflazione, bassa crescita, bassi tassi di interesse? O dovremmo cercare di usare questa crisi per raggiungere una crescita più forte e sostenibile?”, si è chiesto Gentiloni. Servono diversi cambiamenti, ha aggiunto, tra cui l’adeguamento delle regole che disciplinano il percorso obbligato per ridurre i rapporti del debito pubblico, che nel quadro attuale comporterebbe riduzioni profonde e punitive a seguito dell’esplosione del debito nell’ultimo anno. Le modifiche comporterebbe il passaggio a criteri più “semplici e osservabili” per gestire le politiche fiscali, per una politica fiscale impostata secondo un’impostazione di “regola di spesa” con un tetto al tasso di crescita della spesa pubblica.

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