Napoli, 23 lug. (LaPresse) – Dopo le foto di rito tra il ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani e l’inviato speciale Usa sul clima, John Kerry, e un breve dialogo tra i due, è venuto fuori come il negoziato sia bloccato sue 2, 3 punti. Il più critico è quello sulla decarbonizzazione. Per tentare di sbloccare la situazione Cingolani ha deciso una cosa un po’ irrituale: alla ripresa dei lavori, alle 14, dopo la pausa pranzo, avviare una plenaria con i ministri, per un negoziato in presenza. Alcune delegazioni sono però collegate da remoto, come la Cina, e questo favorisce meno il dialogo. Il percorso si fa dunque più in salita rispetto a ieri, ma trapela comunque fiducia che alla fine il comunicato si possa portare a casa. Tenendo insieme per la prima volta per un G20, clima ed energia. E si cercherà di scrivere un nuovo comunicato su entrambi i temi. Adesso Cina, India, Usa ed Europa devono trovare un punto di incontro. Molto attivo anche il ruolo di Londra, con il presidente della Cop26 Alok Sharma.

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