Napoli, 22 lug. (LaPresse) – Stamattina le attiviste e gli attivisti anti-G20 hanno bloccato il porto di Napoli, in particolare il settore della logistica. “La circolazione delle merci è attualmente uno dei fattori più inquinanti, da quella su gomma a quella su mare. Troppo spesso lavoratori e lavoratrici sono stati costretti a scegliere tra la disoccupazione e la tutela della vita e della salute” spiegano gli attivisti, che incalzano: “Oggi blocchiamo il porto anche alla luce dei recenti sequestri di rifiuti tossici”. “Questi terminal sono bombe ecologiche, le stesse aziende che sfruttano i lavoratori e le lavoratrici sono quelle che inquinano l’ambiente – dicono -, quelle che violano le norme per la salvaguardia della salute e della sicurezza dei lavoratori, licenziamo e fanno ritorsioni contro chiunque abbia osato denunciare la fatiscenza dei mezzi, delle attrezzature, dei locali e delle aree esterne dei Terminal, e dovendo fare i conti con un clima di complicità e di omertà alimentato dai vertici dei sindacati confederali” concludono gli attivisti.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata