Verbania, 22 lug. (LaPresse) – “Tadini ancora oggi non si spiega perché si sia rotta la fune. Oggi non renderà altre dichiarazioni”. Così Marcello Perillo, il legale di Gabriele Tadini, arrivando nella sede dell’udienza per l’incidente probatorio nell’ambito dell’inchiesta sulla strage del Mottarone del 23 maggio nel quale hanno perso la vita 14 persone. “Per noi la rottura della fune è una concausa primaria insieme all’uso dei ceppi. La fune rotta è a monte di tutto”, ha aggiunto Perillo.

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