Milano, 15 lug. (LaPresse) – “La Dad ha peggiorato una situazione già preoccupante sotto tutti i punti di vista. Che la Dad abbia peggiorato la preparazione, lo studio, l’insegnamento lo sapevano tutte le persone di buon senso, non bisognava essere un esperto o uno studioso per sapere che al di fuori del rapporto sociale e umano della classe non c’è insegnamento. Ci sono delle conferenzine, dei dibattiti fittizi, ma non esiste quella che è la dinamica dell’insegnamento e dell’apprendimento. Premesso questo, che la generazione che purtroppo ha avuto per due anni una didattica di questo genere sia regredita sotto tutti i piani della preparazione, nel caso specifico della lingua, bisogna dire per la verità: questa riduzione della qualità della preparazione non fa altro che aggravare una realtà innanzitutto scolastica”. Così il professor Vittorio Coletti dell’Accademia della Crusca commenta con LaPresse quanto emerso dal rapporto Invalsi. “Cultura generale e cultura specifica linguistica, dominio della lingua, abitudine alla lettura di testi complessi scarsi c’erano già prima, la Dad li ha introdotti nel rapporto didattico, il risultato non sorprende nessuno”, rimarca Coletti.

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