Milano, 6 lug. (LaPresse) – La Bce “è stata fra le prime autorità a livello mondiale a introdurre – all’inizio della pandemia di Covid-19 – misure di allentamento dei requisiti prudenziali, compresa l’ampia flessibilità di applicazione delle politiche di vigilanza in materia di gestione degli Npl” e “sempre nel contesto dell’emergenza, la Bce ha deciso di esercitare con flessibilità l’azione di vigilanza per i piani di riduzione degli Npl già concordati con le banche che detenevano livelli elevati di tali crediti. Non sono affatto convinto che rinviare l’applicazione delle regole previste dall’approccio di calendario in questo momento, con i primi segnali di ripresa, sia la scelta giusta da fare”. Lo ha detto il presidente del Consiglio di Vigilanza della Bce, Andrea Enria, intervenendo alla Commissione Finanze e Tesoro del Senato italiano. Secondo Enria “è importante guardare alla realtà in prospettiva. Le finestre temporali che la legislazione dell’Ue sui livelli minimi di accantonamento prudenziale prevede per il meccanismo di calendario sono piuttosto estese (tre anni per le esposizioni non garantite, sette per quelle garantite e nove per quelle garantite da immobili). Rinviare l’applicazione di queste regole o diluirle significherebbe accettare la possibilità che il settore bancario dell’Ue continui a risentire per più di un decennio del peso degli Npl assistiti dalle garanzie connesse alla pandemia, lasciandolo impreparato a fronteggiare la prossima recessione”.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata